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Militari in strada: il Brasile e lo spettro della dittatura

Militari in strada: il Brasile e lo spettro della dittatura
Diritti d'autore Foto: REUTERS/Ricardo Moraes/File photo
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Di Diego Giuliani
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Il Paese diviso dalle misure straordinarie annunciate da Temer per contrastare la violenza nello stato di Rio. Le critiche al Presidente protagoniste anche del carnevale (e dei tweet di Dilma Rousseff)

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L'istituzione di un Ministero straordinario per la sicurezza pubblica e il conferimento della direzione delle forze di polizia ai militari. La tolleranza zero contro la fiammata di violenza nello stato di Rio de Janeiro, divide il Brasile e risveglia in molti lo spettro della dittatura. 

Su Twitter l'ammissione di un portavoce dell'esercito: "La presenza dei militari nelle strade di Rio potrà in effetti causare disagi"

Nell'annunciare le misure, tra le giornate di venerdì e sabato, il presidente Michel Temer le ha motivate parlando di "contenimento". "Quando la situazione qui comincia a degenerare - ha detto, in riferimento allo Stato di Rio -, tendenzialmente finisce per propagarsi anche agli altri stati del Paese. Una situazione che non vogliamo si ripeta. Con queste misure, proteggeremo inoltre i cittadini più vulberabili di Rio de Janeiro". 

Foto: REUTERS/Ueslei Marcelino

Eco della dittatura e plauso al pugno di ferro: il Brasile diviso sui militari in strada

Spiegazioni, che stentano però a raccogliere l'unanimità di un Paese, ancora segnato dagli oltre 20 anni di dittatura militare, vissuti dal 1964 al 1985. "Dobbiamo guardare con grande cautela a simili iniziative - dice un uomo di una cinquantina d'anni -. Il confine tra contrasto alla violenza e abuso delle forza è infatti spesso molto sottile. Quanto è importante è soprattutto che a prevalere siano la libertà e la democrazia". Tra i più giovani c'è invece chi plaude al pugno di ferro di Temer, parlando di misura ormai colma: "Non gli si può certo rimproverare niente - dice una residente di Rio de Janeiro -. La violenza ha ormai toccato livelli intollerabili". 

Le critiche a Temer protagoniste anche del carnevale (e dei tweet di Dilma)

La stretta sulla sicurezza coincide con il caldo periodo del Carnevale: una vetrina di enorme valore economico, che catapulta il Brasile sotto i riflettori dell'opinione pubblica internazionale. Argomenti che non sembrano tuttavia fare breccia nelle scuole di samba. Molte hanno ostentato dei carri che dileggiavano apertamente il presidente brasiliano ritraendolo come un "vampiro della democrazia" e parlando di mossa liberticida. Accuse che hanno trovato un'immediata sponsor nella ex presidente, e nemica giurata di Temer, Dilma Rousseff.

La polizia agli ordini del "generale di ferro", che coordinò la sicurezza per le Olimpiadi del 2016

 Alla guida della sicurezza, e sotto gli ordini diretti di Temer, è per l'occasione Walter Souza Braga Netto, generale di ferro a cui era già stato affidato lo stringente dispositivo, attuato in occasione dei Giochi Olimpici del 2016. 

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