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Autocrazia e democrazia: perché la Polonia è un'eccezione

Tusk durante una conferenza stampa per annunciare il rimpasto del suo governo, 23 luglio 2025, a Varsavia
Tusk durante una conferenza stampa per annunciare il rimpasto nel suo governo, il 23 luglio 2025, a Varsavia Diritti d'autore  AP Photo/Czarek Sokolowski
Diritti d'autore AP Photo/Czarek Sokolowski
Di Johanna Urbancik & Franziska Müller
Pubblicato il
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Il nuovo indice di trasformazione della Bertelsmann Stiftung indica che il mondo diventa più autocratico e i regimi si consolidano. Tra le poche eccezioni c'è la Polonia, vicina alla Germania.

Democrazie sotto pressione: un numero crescente di Paesi scivola verso sistemi di governo autoritari, le democrazie finiscono sulla difensiva. A dirlo è il nuovo Indice di trasformazione (BTI) della Bertelsmann Stiftung. Oggi il 56% dei 137 Stati analizzati è governato in modo autocratico.

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Dei Paesi presi in esame, 77 sono retti da regimi autocratici; quasi due terzi di questi sono considerati autocrazie dure. Ciò significa che i diritti fondamentali vengono completamente ignorati, sottolineano gli autori dello studio Bertelsmann. È il livello più alto mai registrato dall’inizio delle rilevazioni nel 2006.

"Il BTI mostra ancora una volta quanto le istituzioni democratiche siano sotto pressione in tutto il mondo; allo stesso tempo vediamo in molti luoghi una resistenza straordinariamente vitale contro il loro svuotamento", afferma Daniela Schwarzer, del consiglio della Bertelsmann Stiftung. "In questa capacità di mobilitazione, che nasce soprattutto da una società civile attiva, risiede un potenziale centrale per un rinnovamento democratico."

Ma, avverte il rapporto, anche in numerose democrazie si affermano tendenze autocratiche. "Molti governi eletti hanno svuotato le principali istituzioni democratiche con l’obiettivo di restare al potere. Questo abuso di potere apre la strada all’autocrazia", afferma l’esperta di democrazia e autrice dello studio Sabine Donner.

L’Indice di trasformazione 2026 registra il numero più alto di autocrazie dure dall’inizio delle rilevazioni nel 2006.
L’Indice di trasformazione 2026 registra il numero più alto di autocrazie dure dall’inizio delle rilevazioni nel 2006. Bertelsmann Stiftung

Il quadro però mostra anche alcuni sviluppi positivi. In Brasile e in Polonia, per esempio, si è riusciti a invertire la tendenza in senso democratico, anche se il successo a lungo termine in società polarizzate è tutt’altro che garantito. Questi esempi dimostrano una crescente capacità di apprendimento democratico: saper proteggere le istituzioni e cogliere le finestre di riforma.

Polonia: Paese all'avanguardia nella resilienza democratica

Dopo anni di arretramento democratico, l’attuale governo guidato da Donald Tusk ha avviato un’inversione di tendenza: sono state lanciate riforme per rafforzare lo Stato di diritto, depoliticizzare le istituzioni statali e combattere la corruzione. La Polonia diventa così un esempio di quella che il rapporto definisce una rara contro-tendenza: la resilienza democratica.

Tusk il 10 settembre 2025 a Varsavia, Polonia
Tusk il 10 settembre 2025 a Varsavia, Polonia Chancellery of the Prime Minister of Poland via AP

Mentre molti governi indeboliscono deliberatamente le istituzioni, a Varsavia si è riusciti almeno in parte a rafforzare di nuovo proprio queste strutture. Secondo il BTI, non è affatto scontato, perché lo smantellamento dei sistemi democratici parte spesso dagli stessi governi eletti.

"Con l’obiettivo prioritario di rimanere al potere, le élite politiche elette hanno proseguito lo svuotamento graduale delle istituzioni democratiche centrali", si legge nel rapporto "La repressione incontra la resistenza" firmato da Sabine Donner, Hauke Hartmann e Sebastian Plate.

Nel rapporto però si avverte che, una volta indebolite, le istituzioni possono essere ricostruite solo lentamente. Le riforme vengono spesso frenate dalle reti rimaste dei precedenti governi, dalla polarizzazione politica e dai blocchi istituzionali.

Anche il caso polacco lo dimostra: nonostante i progressi, la fiducia nelle istituzioni statali resta bassa e il panorama politico è fortemente polarizzato. Il ritorno a standard democratici stabili è un processo lungo.

La Germania, così come altri 22 Paesi Ocse classificati come democrazie stabili, non rientra nell’analisi del BTI. Tuttavia le tendenze descritte non si limitano ad altre regioni del mondo. La crescente polarizzazione, il calo di fiducia nelle istituzioni e la pressione sulle procedure democratiche sono dinamiche che mettono alla prova anche le democrazie consolidate. L’esempio della Polonia mostra che un arretramento democratico non deve per forza essere permanente, ma anche quanto fragili restino questi processi.

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