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La preghiera del venerdi scatena nuovi scontri a Gerusalemme e in Cisgiordania

La preghiera del venerdi scatena nuovi scontri a Gerusalemme e in Cisgiordania
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Di Cristiano Tassinari
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Sale ancor di piu' la tensione in Israele e nei territori palestinesi. L'esercito israeliano pattuglia la città vecchia di Gerusalemme, anche se non è stato imposta alcuna restrizione all'accesso alla moschea di Al Aqsa.

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Sale la tensione in Israele e nei territori palestinesi. Scontri a Gerusalemme e in Cisgiordania

Il venerdì, caratterizzato dalla preghiera settimanale musulmana, è diventato un barometro della rabbia palestinese contro l'annuncio di Donald Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale d'Israele.

Per Hamas, che invoca una nuova Intifada, è il terzo giorno di proteste.

A Betlemme, manifestanti palestinesi in strada, le forze di sicurezza israeliane sparano gas lacrimogeni, i dimostranti rispondono lanciano oggetti

Dopo la preghiera del venerdi, la folla si è radunata anche nella striscia di Gaza, a Ramallah, a Hebron e in altre città della Cisgiordania. Proteste violente, lancio di oggetti, cassonetti dati alle fiamme.

Secondo la Mezzaluna rossa, sono i 40 i palestinesi intossicati dai lacrimogeni dell'esercito israeliano.

La polizia israeliana ha schierato rinforzi attorno e dentro la città vecchia di Gerusalemme, nonostante Israele non abbia imposto restrizioni ai fedeli musulmani per accedere alla moschea di Al Aqsa, il luogo islamico piu' sacro della città. Si temono nuove scintille di tensione.

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