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Siria: il viaggio della speranza tra Qamishli e Damasco

Siria: il viaggio della speranza tra Qamishli e Damasco
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Di Cinzia Rizzi
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Oltre 40 civili, tra i quali molti bambini, sono morti a Raqqa lunedì, sotto i bombardamenti della Coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti, volta ad aiutare le forze a predominanza curda, per strappare la città siriana al controllo dell’Isis. Secondo l’ONG ‘‘Osservatorio nazionale per i diritti umani’‘, in totale i civili deceduti dal 14 agosto sono almeno 167, di cui 59 minori.

Nonostante quanto stia succedendo a Raqqa, si torna quasi alla normalità a Qamishli, città al confine con la Turchia, abitata in prevalenza da curdi. Gli autobus che connettono la città nel nord-est del Paese con Damasco hanno ripreso il servizio. Solo tre mesi fa era impensabile per i residenti poter viaggiare verso la capitale. Le strade erano infatti spesso bloccate dai miliziani dello Stato Islamico.

“La mia famiglia vive a Damasco. Non ci sono andato per sei anni’‘, spiega un passeggero. Il viaggio dura due giorni. Per ragioni di sicurezza, gli autisti devono fare molte deviazioni, per essere certi di non uscire dalle zone controllate dai curdi.

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