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Nuova Zelanda, i danni della "coda" di Debbie

Nuova Zelanda, i danni della "coda" di Debbie
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Di Luca Colantoni
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Continuano le evacuazioni nel nord-est del Paese. Il meteo locale: "potrebbe piovere ancora"

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La “coda” del ciclone Debbie, che martedì scorso si è abbattuto sulla Nuova Zelanda, ha causato nuovi e ingenti danni specialmente nel nord-est del Paese. Le forti piogge hanno causato diverse inondazioni e costretto alla chiusura di strade e autostrade e le autorità locali non escludono che nelle prossime 48 ore potrebbero cadere altre piogge pari alla quantità di tre mesi. “Abbiamo dovuto evacuare. Casa è totalmente allagata – dice un residente – non sappiamo cosa altro sta per arrivare. Ho appena ricevuto una chiamata frenetica dalla mia compagna che mi ha detto di tornare a casa e il mio capo mi ha detto hey guarda che stanno chiudendo Edgecumbe così sono corso qui. Abbiamo avuto diversi aiuti da quei ragazzi. Bravi ragazzi, sono venuti a prenderci”.

Debbie, definito il ciclone peggiore degli ultimi 500 anni, si era abbattuto al massimo della sua potenza martedì scorso sul Queensland settentrionale con venti fino a 200 km/ora causando almeno cinque morti, oltre 25mila evacuati e, secondo le agenzie assicurative, il totale dei danni sarà di gran lunga superiore ai 100 milioni di dollari

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