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Benoit Hamon: la vittoria della sinistra che torna a sognare

Benoit Hamon: la vittoria della sinistra che torna a sognare
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Di Diego Giuliani
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La scommessa di “tornare a sognare” Più ancora di un programma, una visione del mondo.

La scommessa di “tornare a sognare”

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Più ancora di un programma, una visione del mondo. È restituendo a una sinistra francese sempre più disillusa
la voglia di sognare che sembrava aver lasciato sui gradini dell’Eliseo, che Benoit Hamon ha vinto la sua sfida contro Manuel Valls. Un risultato che premia una scommessa “idealista”, agli occhi di molti già persa in partenza.

“Un mondo più egalitario, più solidale, più giusto – aveva a più riprese invocato durante la campagna per le primarie del Partito Socialista -. È la prospettiva che noi proponiamo. Poco importa che altri la considerino utopistica. Noi la rivendichiamo perché partendo da un’analisi della realtà, affermiamo che è ciò di cui abbiamo bisogno”.

#Lille Je veux le rassemblement de la gauche autour du progrès social, de la transition écologique, du renouveau démocratique. pic.twitter.com/TpjH8bhaJT

— Benoît Hamon (@benoithamon) 27 gennaio 2017

In un Tweet del 27 gennaio l’ABC del programma di Hamon: “Voglio l’unione della sinistra sui temi del progresso sociale, della transizione ecologica e del rinnovamento democratico”, scriveva### La stella di Hamon, dall’ombra di Martine Aubry alle scale dell’Eliseo

Precoce stella del Partito Socialista francese, Hamon entra giovanissimo nei suoi ranghi, per poi diventarne il portavoce a poco più di 30 anni. Determinante nella sua ascesa, la gavetta con Martin Aubry: una fedeltà consolidata negli anni, che lei gli ricambierà, fornendogli di recente il suo appoggio contro Manuel Valls.

Je soutiens @benoithamonpic.twitter.com/m2jQanx8Dd

— Martine Aubry (@MartineAubry) 23 gennaio 2017

Il Tweet con cui all’indomani del primo turno delle primarie socialiste Martin Aubrey ha dichiarato il suo sostegno a Benoit HamonLe scale dell’Eliseo le sale una prima volta nel maggio 2012 grazie al neo-presidente Hollande, che lo nomina Ministro delegato all’Economia sociale e solidale. Dal governo insiste perché alla batosta delle amministrative di due anni dopo si replichi conferendo gli interni a Valls. A lui, il rimpasto offre un vero dicastero: quello dell’Educazione nazionale, dell’Insegnamento superiore e della Ricerca.

Da promessa a transfuga del Partito Socialista: il passaggio ai frondisti

Dopo neanche cinque mesi Benoit Hamon è però messo alla porta, perché non in linea con le politiche di governo. L’enfant prodige del Partito Socialista francese passa quindi ai frondisti. All’ombra di un Arnaud Montebourg che finirà poi per mettere in ombra, coltiva l’immagine di alfiere di una sinistra alternativa che comincia a far sognare i socialisti, delusi da quella di governo incarnata dalla squadra di Hollande.

Hamon agli scettici: “Non vendiamo sogni, ma proponiamo giustizia”

La gauche est belle quand elle agit ! Quand ses rêves deviennent des buts plutôt que d'avoir comme buts des rêves ! #JeVoteVallspic.twitter.com/cEXdKVeiRf

— Manuel Valls (@manuelvalls) 27 gennaio 2017

In un Tweet la sintesi dei rimproveri di Manuel Valls a Benoit Hamon: “La sinistra è bella quando agisce – scriveva il 27 gennaio -. Quando i suoi sogni diventano degli obiettivi, non quando ha come obiettivo dei sogniAd appassionare i suoi sostenitori sono rivendicazioni di giustizia sociale, argomenti ecologisti e il cavallo di battaglia del reddito di cittadinanza. “Dico e ribadisco – ha detto a più riprese – che l’opzione politica che propongo non vende sogni o miraggi. No, non vende niente: propone semplicemente la giustizia”.

A Manuel Valls, che invitava i francesi a scegliere fra utopia e sinistra credibile, ha risposto la storia. Resta ora da vedere, come risponderà il Partito Socialista francese.

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