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Buon brindisi con il prosesso, attenti che non sia un falso

Buon brindisi con il prosesso, attenti che non sia un falso
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Ordinare un bicchiere di prosecco e vedersi servito un falso.

Ordinare un bicchiere di prosecco e vedersi servito un falso. Capita anche nei bar e ristoranti del Veneto, la regione del Prosecco. Tolleranza zero è stata annunciata dal Consorzio di tutela della Doc Prosecco che vuole proteggere
la denominazione più grande d’Italia, che vede al lavoro oltre 20 mila famiglie di agricoltori. La repressione frodi ha intensificato i controlli per verificare che le bottiglia siano dotate di contrassegno di Stato, unico strumento capace di garantire il Prosecco originale.

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“Più controlli ci sono, più viene diffusa la cultura del Prosecco, i consumatori devono essere portati a chiedere il Prosecco DOC o DOCG a seconda di quello che vogliono ma la cosa importante è che sia prosecco, questo è fondamentale perché spesso più che contraffazione di bottiglie di prosecco, quello che forse è più grave è quando servono altri spumanti al posto del Prosecco”, spiege Francesco Trimani, esperto del settore.

I controlli hanno portato alla denuncia di alcune irregolarità sia nella Grande Distribuzione organizzata che nel locali. Chi serve uno spumante generico al posto del Prosecco commette un illecito: 4000 euro per ogni errata rivendicazione della Denominazione e segnalazione alla Procura per tutti gli altri reati.

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