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Austria si prepara al ballottaggio per le elezioni presidenziali

Austria si prepara al ballottaggio per le elezioni presidenziali
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Il 4 dicembre gli austriaci sono chiamati a tornare alle urne per eleggere un nuovo presidente.

Una sfida a due, chi sono?

La sfida è tra il verde Alexander Van der Bellen e l’ultranazionalista Norbert Hofer. Il primo, 72 anni, deputato dei Verdi per 18 anni, economista e una figura di spicco della politica nazionale. Candidato indipendente alle presidenziali del 2016, è un europeista convinto, con un programma di governo che vede al centro la riunificazione di un Paese profondamente diviso e la gestione dei flussi immigratori. Van der Bellen non ha ricevuto il sostegno ufficiale dei due partiti, ma numerosi rappresentanti di spicco socialdemocratici e popolari si sono espressi a suo favore.

Profilo e programma opposto per Norbert Hofer, il candidato del Partito della Libertà (Fpoe), formazione di estrema destra. Il primo turno delle elezioni presidenziali ha sancito, con lui, il trionfo dell’estrema destra e la sconfitta di socialisti e popolari. Il 24 aprile scorso il 35,1% degli elettori che si è recato alle urne ha accordato la sua fiducia a Norbert Hofer e al suo programma anti-immigrati e anti Bruxelles. L’ombra dell’euroscetticismo si allunga sul voto di queste presidenziali. Dopo la Brexit, il nuovo fantasma si chiama “Oexit”, ovvero l’uscita dell’Austria – “Oesterreich” – in tedesco dall’Unione Europea. Norbert Hofer ha affermato da poco di “non escludere un referendum sulla appartenenza alla Unione Europea”.

Esito incerto

La differenza di preferenze tra i due candidati è talmente sottile da non permettere ai sondaggisti di azzardare qualunque previsione. L’esito resta incerto, soprattutto dopo la Brexit e la vittoria, non prevista, di Trump negli Stati Uniti. A maggio scorso l’ecologista per una manciata di voti aveva avuto la meglio sull’esponente della Fpö, ma a causa di irregolarità nello scrutinio dei voti per corrispondenza, la Corte costituzionale annullò il risultato. Ancora una volta i voti per corrispondenza saranno cruciali. Il numero degli austriaci all’estero, che hanno richiesto una scheda, è, intanto, aumentato di un terzo, un dato che potrebbe andare a vantaggio di Van der Bellen.