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I due volti di Aleppo: bombe e massacri da un lato, piscine e lusso dall'altro

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I due volti di Aleppo: bombe e massacri da un lato, piscine e lusso dall'altro
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Quattro anni di bombardamenti, e almeno 40.

Quattro anni di bombardamenti, e almeno 40.000 morti. Aleppo, in Siria, cerca di continuare a vivere nonostante guerra e violenza.

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In questa parte della città l’acqua non manca nemmeno per le piscine. Ma pochi chilometri più giù interi quartieri sono privi perfino dell’acqua da bere.

Le zone meno colpite dalle bombe corrispondono ai quartieri più ricchi e borghesi, spesso abitati da funzionari del governo, e che finora sono rimasti al riparo dalle violenze.

“Abbiamo finito per abituarci. Ormai non facciamo la differenza. Veniamo a sapere di violenza e di morti, ed è normale, è diventato normale. Ogni giorno sentiamo di gente uccisa”.

“Non possiamo fermare la vita, non cambierebbe nulla per chi abita dall’altra parte della città. Ma speriamo che presto possano stare meglio, almeno come noi”.

Intanto, nella fascia che va da Aleppo al confine, le forze armate turche hanno “messo in sicurezza la frontiera” almeno 90 chilometri, tra A’zaz e Jarablus, sostituendosi ai combattenti dello Stato islamico e schierandosi di fatto a controllo del territorio.

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