EventsEventiPodcasts
Loader
Seguiteci
PUBBLICITÀ

La Turchia chiede sei miliardi per fermare ondata migranti

La Turchia chiede sei miliardi per fermare ondata migranti
Diritti d'autore 
Di Alberto De Filippis
Pubblicato il
Condividi questo articoloCommenti
Condividi questo articoloClose Button
Copia e incolla il codice embed del video qui sotto:Copy to clipboardCopied

Sei miliardi di euro invece di tre per bloccare il flusso di migranti vero l’Europa. È questo il contenuto di un preaccordo che dovrebbe essere

PUBBLICITÀ

Sei miliardi di euro invece di tre per bloccare il flusso di migranti vero l’Europa. È questo il contenuto di un preaccordo che dovrebbe essere firmato fra una decina di giorni in occasione del prossimo vertice fra Turchia e Unione Europea, il 17 marzo.

Fra i punti dell’accordo, che paesi come l’Ungheria hanno già promesso di boicottare, anche un sistema secondo cui Ankara accetta di riprendere migranti illegali se Bruxelles accetta di accogliere rifugiati. Esclusi i migranti economici. Obiettivo è quello di distruggere il circolo dei trafficanti di uomini.

Dopo circa 12 ore di discussioni il documento prevede fra l’altro una road map per Schengen, il reinsediamento dalla Turchia sulla base del meccanismo uno a uno proposto da Ankara, l’ok all’assistenza umanitaria alla Grecia.

Il presidente del consiglio europeo Donald Tusk ha fatto capire che i tempi delle vacche grasse per i trafficanti di uomini sono finiti.

Gli ha fatto eco il premier turco Davutoglu che ha spiegato come le scelte di questo preaccordo “si fondino sulla volontà di fermare i trafficanti e discipliare, regolarizzare e financo incoraggiare la migrazione legale”.

La Turchia ha però spiegato che questo documento, se venisse ratificato, non avrebbe valore retroattivo e sarebbe quindi valido solo dal momento della firma.

Condividi questo articoloCommenti

Notizie correlate

Migranti, Ankara chiede 3 mld di euro in più. Verso un piano per ricollocamenti siriani in Ue

Turchia: nel campo di Akçakale, fra i siriani fuggiti dal conflitto

Crisi migranti: agire a livello del soccorso marittimo