Anche il freddo minaccia i migranti

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Le temperature autunnali non fermano gli arrivi dei profughi nei Balcani. In tanti si ritrovano in coda sotto la pioggia alla frontiera tra Serbia e

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Le temperature autunnali non fermano gli arrivi dei profughi nei Balcani. In tanti si ritrovano in coda sotto la pioggia alla frontiera tra Serbia e Croazia.
E molti bambini si ammalano.

Code al freddo anche in attesa dei pullman che il governo di Zagabria ha organizzato per portarli nel centro di accoglienza di Opatovac, dove le autorità stanno cominciando a predisporre il riscaldamento delle tende.

In Croazia, nelle ultime due settimane, sono arrivati oltre 70.000 migranti.

Anche in Macedonia, dove ogni giorno entrano 5 o 6 mila rifugiati, il freddo ha indotto le autorità locali ad attrezzare con prefabbricati un centro d’accoglienza al confine con la Grecia, finora fornito solo di tende.

In Austria circa 10.500 persone sono in attesa di passare in Germania. Centinaia sono a Salisburgo, dove finora solo volontari si preoccupavano delle loro necessità, ma adesso sono in preparazione tende con almeno 160 posti.

Intanto il presidente tedesco Joachim Gauck ammonisce che il numero di richiedenti asilo che il paese può accogliere non è illimitato.

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