EventsEventiPodcasts
Loader

Find Us

PUBBLICITÀ

Turchia: Nemmeno gli scandali fermano il premier Erdogan. Valanga di voti al suo partito

Turchia: Nemmeno gli scandali fermano il premier Erdogan. Valanga di voti al suo partito
Diritti d'autore 
Di Euronews
Condividi questo articoloCommenti
Condividi questo articoloClose Button
PUBBLICITÀ

Le denunce di irregolarità, le accuse di corruzione e autoritarismo e le rivelazioni compromettenti non sono bastate a fermare il Premier turco. Il partito islamico di Recep Tayyip Erdogan ha vinto le amministrative con largo margine conservando anche il controllo sulle due principali città del paese, Istanbul e Ankara.

La stampa di opposizione riferisce le denunce di
irregolarità, e sottolinea che la corrente elettrica è mancata in 40 città durante lo spoglio. Il quotidiano indipendente Taraf scrive che Erdogan “invece di lanciare messaggi di unità ha lanciato
accuse di tradimento” e ha annunciato davanti a migliaia di sostenitori in festa che ora i ‘traditori’ della nazione “la pagheranno”.

Il corrispondente di euronews ha intervistato Bekir Agirdir, uno dei più noti analisti elettorali turchi.

euronews: Le elezioni erano considerate un referendum per il governo. L’Akp ha preso una valanga di voti. Qual è la sua lettura di questo successo?

Bekir Agirdir: Ci sono alcune ragioni, alcune sono tecniche. In tre grandi città si sono formati nuovi distretti. Questo ha interessato il 77% delle circoscrizioni. In Turchia poi, continua il processo di inurbamento. Negli ultimi 30 anni, esso ha interessato 27 milioni di persone. Lo dico perchè i dati sociologici sulla società turca prima degli anni 80 sono cambiati. È una cosa che le elite, le università e i politici di questo Paese non hanno voluto vedere. La natura stessa della società turca è cambiata con i processi di inurbamento. C‘è anche stato un cambio a livello globale. La trasformazione da una società industriale a una società dell’informazione che cambia la vita quotidiana del Paese.

euronews: Il blocco di twitter e youtube, gli incidenti di Gezi Park hanno giocato un ruolo nelle elezioni?

Bekir Agirdir: Si. Durante gli incidenti di Gezi Park l’Akp ha perso almeno 5 punti secondo i nostri sondaggi, ma li ha recuperati in un paio di mesi. Con gli scandali di corruzione ha perso fra i 5 e i 6 punti, che sono tornati a febbraio. A marzo hanno perso di nuovo. Se questo non fosse accaduto, l’AKP avrebbe preso fra il 52% e il 53% dei voti. Si, un po’ ha perso.
I risultati elettorali non significano che la corruzione sia tollerata. Ma la corruzione si risolve nelle aule di tribunale. I comizi hanno a che fare con la politica. Ma sembra che il signor Erdogan e il suo partito stiano commettendo l’errore di credere che con questa vittoria escono puliti dagli scandali. Ma sia l’AKP che l’opposizione si sbagliano. La gente non vota per premiare o punire, ma per la capacità di dirigere il paese. La maggiore discriminante delle elezioni è stata la polarizzazione politica e l’identità.

euronews: La Coalizione della Pace e della Democrazia si è imposta in molte città curde. Come legge questo trionfo?

Bekir Agirdir: Credo che a livello locale la coalizione si sia trasformata nel principale partito di opposizione. Piaccia o no è una visione alternativa. Hanno vinto in tutti i posti dove i curdi sono organizzati e maggioritari. Sono il principale partito di opposizione, sia a vedere il numero di città dove hanno vinto, sia per la loro visione alternativa.

Condividi questo articoloCommenti

Notizie correlate

Mitsotakis e Erdogan ad Ankara: continuano i colloqui per normalizzare i rapporti tra i Paesi

Guerra a Gaza: la Turchia sospende gli accordi commerciali con Israele

Gaza: Erdoğan incontra Ismail Haniyeh e il ministro degli Esteri egiziano a Istanbul