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Elezioni 2013, Liberti: “Il bipolarismo italiano è finito”

Elezioni 2013, Liberti: “Il bipolarismo italiano è finito”
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“Un voto storico che decreta la fine del bipolarismo che ha caratterizzato la Seconda Repubblica”, così Fabio Liberti, direttore della ricerca dell’Istituto di Relazioni Internazionali e Strategiche (IRIS) di Parigi. In Italia si profila dunque un riassetto del panorama politico, che torna ad annoverare una serie di forze eterogenee, come prima del 1994. Quel voto, secondo Liberti, ha molte caratteristiche comuni con l’attuale: “Anche la consultazione che marcò la fine della Prima Repubblica fu segnata dai tanti scandali, come avviene oggi per i casi di corruzione, da Finmeccanica, agli scandali nei consigli regionali di Lombardia e Lazio”.

Ma le analogie con il voto del 1994 non sono finite, anche l’austerità promossa da Monti nelle vesti di premier, è una strada già percorsa, ricorda Liberti, dai governi tecnici di Amato e Ciampi, negli anni che hanno preceduto la nascita del partito Forza Italia, capace di cavalcare lo scontento.

Proprio questo clima di esasperazione dell’opinione pubblica è il punto di contatto tra Berlusconi e Grillo, afferma Liberti: “Hanno delle similitudini, innanzitutto questo voler approfittare della voglia di cambiamento degli italiani, di questa stanchezza per i partiti tradizionali, la seconda similitudine è che Berlusconi, nel ’94, inaugurò l’era delle campagne elettorali in televisione, Grillo, nel 2013, quella via internet”.

Ascolta l’intervista integrale a Fabio Liberti, Direttore della Ricerca IRIS