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Dal Parlamento europeo sì al trasferimento dei richiedenti asilo in Paesi con cui non hanno legami

Alcuni richiedenti asilo potrebbero essere trasferiti in Paesi con i quali non hanno alcun legame
Alcuni richiedenti asilo potrebbero essere trasferiti in Paesi con i quali non hanno alcun legame Diritti d'autore  AP
Diritti d'autore AP
Di Vincenzo Genovese
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Una modifica approvata dal Parlamento europeo alla normativa vigente consentirà agli Stati dell'Ue di inviare i richiedenti asilo in Paesi con i quali non hanno legami esistenti, a patto di stringere accordi e a condizione che siano rispettati determinati diritti

Il Parlamento europeo ha approvato martedì una modifica alle normative vigenti, che consentirà di trasferire i richiedenti asilo che arrivano nell'Unione europea in Paesi terzi con i quali le persone in questione non hanno mi avuto alcun legame.

In altre parole, come spiega la stessa assemblea legislativa europea, "gli Stati membri potranno applicare il concetto di Paese terzo sicuro a un richiedente asilo che non sia cittadino di quel determinato Paese, e quindi dichiarare la sua domanda di protezione a livello Ue inammissibile".

Decade il vincolo di legami da parte dei richiedenti asilo con i Paesi di destinazione

Per poterlo fare, una delle tre seguenti condizioni deve essere soddisfatta: l'esistenza di un legame tra il richiedente e un Paese terzo, come la presenza di familiari, una precedente permanenza nel paese o legami linguistici, culturali o simili. Oppure il fatto che il richiedente sia transitato da un Paese terzo prima di arrivare nell'Ue dove avrebbe potuto richiedere una protezione effettiva. Infine, l’esistenza di un accordo o intesa con un Paese terzo, a livello bilaterale, multilaterale o dell'Ue, per l’ammissione dei richiedenti asilo, ad eccezione dei minori non accompagnati.

"Tali accordi conclusi dall'Ue o dai suoi Stati membri con un Paese terzo - prosegue il Parlamento europeo - devono includere una disposizione che obblighi quest'ultimo a esaminare nel merito qualsiasi richiesta di protezione effettiva presentata dalle persone interessate".

La modifica del concetto di "Paese terzo sicuro", inclusa nel Regolamento sulla procedura di asilo, fa sì che il legame tra un richiedente e un Paese di trasferimento non sia più una condizione necessaria, il che consente alle autorità nazionali di trasferire richiedenti asilo in Stati nei quali non hanno mai messo piede.

Ciò apre la strada ad accordi tra Stati dell'Ue e governi stranieri che accettino migranti dall'Europa in cambio di pagamenti: un sistema simile a quello che il precedente governo del Regno Unito ha stretto con il Ruanda. La Corte Suprema di Londra ha poi bloccato il progetto e l'attuale governo lo ha abbandonato del tutto.

Possibili di fatto i trasferimenti in qualsiasi Paese del mondo purché considerato "sicuro"

Il regolamento europeo stabilisce ora che i richiedenti asilo possano essere trasferiti praticamente in qualsiasi Paese del mondo, a condizione che vi sia appunto un accordo o un'intesa con uno Stato dell'Ue e che il Paese sia considerato "sicuro". Il che significa che una persona che cerca protezione internazionale sarà trattata secondo gli "standard internazionali".

Le garanzie includono la protezione dei richiedenti asilo da persecuzioni e danni gravi, il rispetto del principio di non respingimento, l'opportunità di ricevere una protezione effettiva ai sensi della Convenzione di Ginevra sui rifugiati e l'accesso a un sistema di asilo funzionante, con permessi di studio e di lavoro concessi in aggiunta ai diritti di soggiorno.

Questa nuova disposizione, come detto, non si applicherà ai minori non accompagnati, le cui domande di asilo continueranno a essere valutate dai Paesi europei o da quelli con cui hanno un legame o attraverso i quali sono transitati.

"Questo voto consentirà agli Stati membri dell'Ue di utilizzare realmente la cooperazione con i Paesi terzi in modo diverso rispetto al passato", ha dichiarato l'eurodeputata conservatrice tedesca Lena Düpont, relatrice della proposta, secondo la quale la modifica è in linea con il diritto internazionale ed eviterebbe che le richieste di asilo si protraggano a lungo nel sistema di asilo dei Paesi europei.

Il Parlamento si divide, la maggioranza si spacca

La modifica è stata approvata dal Parlamento europeo con 396 voti a favore, 226 contrari e 30 astensioni. Il Partito Popolare Europeo (Ppe) si è unito ai Conservatori europei di destra (Ecr), ai Patrioti per l'Europa (Pfe) e all'Europa delle Nazioni Sovrane (Esn) di estrema destra per consentire di approvare la legge. Di contro, i deputati Socialisti e Democratici (S&D) e del gruppo centrista Renew hanno votato prevalentemente contro, con diverse defezioni.

Il voto ha quindi spaccato l'alleanza parlamentare che sostiene la Commissione di Ursula von der Leyen: una dinamica che si è ripetuta in quasi tutti i dossier relativi alle migrazioni in questa legislatura. Alcuni deputati di sinistra e liberali hanno addirittura avanzato una "posizione di minoranza" che considera il nuovo concetto di Paese terzo sicuro "particolarmente problematico", sostenendo che l'eliminazione del criterio del legame creerebbe "un rischio di strumentalizzazione da parte dei Paesi terzi".

"Qualsiasi Paese che voglia un po' di soldi sarebbe disposto ad accettare questo tipo di accordi. Abbiamo già visto cosa succede quando questi Paesi terzi vogliono di più. Ricattano l'Europa", ha dichiarato a Euronews l'eurodeputata S&D Cecilia Strada. Secondo la quale la modifica legislativa "non è una buona idea, non solo per i diritti fondamentali dei richiedenti asilo, ma anche per le nostre democrazie".

Contrarie le organizzazioni della società civile

Preoccupazioni simili sono state sollevate dalle organizzazioni della società civile. Il Consiglio europeo per i rifugiati e gli esuli (Ecre) ritiene che le possibilità per i richiedenti asilo di accedere a una protezione adeguata nei Paesi terzi siano discutibili e che la nuova legislazione aumenti i rischi per i gruppi vulnerabili, come i sopravvissuti alla violenza e le persone Lgbtq+.

L'Ecre ha inoltre criticato l'eliminazione dell'effetto sospensivo automatico sui ricorsi incluso nel nuovo regolamento, affermando che potrebbe vedere le persone trasferite al di fuori dell'Ue prima che un tribunale abbia esaminato se la legge sia stata applicata correttamente o meno.

Martedì il Parlamento ha approvato anche il primo elenco europeo di "Paesi di origine sicuri" ai fini dell'asilo. L'elenco comprende Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Kosovo, Marocco e Tunisia, oltre a tutti i Paesi candidati all'ingresso nell'Ue ad eccezione dell'Ucraina.

Il concetto di "Paese di origine sicuro" è diverso da quello di "Paese terzo sicuro", ma ha anche lo scopo di accelerare il processo di asilo in Europa. Secondo il diritto europeo, le domande dei migranti che sono cittadini di uno degli Stati considerati "Paesi di origine sicuri" saranno valutate con procedure accelerate.

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