La Procura europea sta indagando su un altro possibile caso di frode riguardante i fondi dell'Ue destinati a migliorare la sicurezza della linea Madrid-Siviglia, dove si è verificato l'incidente di Urda. La stessa procedura d'ufficio era stata avviata per il disastro di Adamuz
La Procura europea (Eppo) ha avviato un’indagine su una possibile frode relativa ai fondi europei destinati al rinnovamento e al potenziamento della linea ferroviaria ad alta velocità Madrid-Siviglia, dove lo scorso 28 ottobre si è verificato l'incidente nei pressi di Urda (Toledo) che ha causato 69 vittime.
Come comunicato venerdì dall’Eppo, l’indagine, avviata d’ufficio dalla stessa Procura, potrà contare sul supporto dell’Unità Centrale Operativa (Uco) della Guardia Civil, che avrebbe già avviato un’operazione per raccogliere documentazione presso l’Adif (l'ente ferroviario nazionale, presso la Corte dei conti e l’Agenzia statale per la sicurezza ferroviaria, secondo quanto riportato dai media locali.
"Questa misura fa seguito all’avvio di un’indagine su una possibile frode che riguarda i fondi europei destinati al rinnovamento e al miglioramento della sicurezza, della segnaletica e dei sistemi di comunicazione sulla linea ferroviaria ad alta velocità Madrid-Siviglia", precisa l’EPPO in un comunicato.
L’istituzione ricorda, inoltre, che lo scorso marzo aveva già avviato "un’altra indagine relativa alla stessa linea ferroviaria ad alta velocità", a seguito dell’incidente di Adamuz (Córdoba), in cui avevano perso la vita 46 persone. In questo incidente, la Guardia Civil ha accertato che la rotaia si era spezzata 22 ore prima dell’incidente, sebbene le indagini siano ancora in corso.
Tali indagini, attualmente in corso, sono state avviate dopo aver verificato che i lavori erano finanziati con fondi europei, il che fa scattare la competenza dell’organismo comunitario incaricato di tutelare gli interessi finanziari dell’Ue.
La serie di incidenti ferroviari verificatisi quest’anno in Spagna, in cui hanno perso la vita più di cento persone, ha portato il ministro dei Trasporti, Óscar Puente, a presentare le proprie dimissioni martedì scorso. Appena un giorno dopo, ha fatto lo stesso Luis Pedro Marco de la Peña, che ha rassegnato le dimissioni da presidente dell’Adif davanti a Carlos Cuerpo, nuovo responsabile ad interim del dicastero dei Trasporti.
I familiari delle vittime di Urda possono ora richiedere aiuti allo Stato
D’altra parte, il ministero dei Trasporti ha annunciato venerdì l’apertura del termine per richiedere gli aiuti destinati alle vittime dell’incidente ferroviario di Urda, avvenuto quando un treno Ave della Renfe ha tamponato un Iryo fermo sui binari. Oltre ai 69 morti, si stima che più di un centinaio di persone siano rimaste ferite.
Le persone coinvolte e i loro familiari potranno presentare le domande fino al 5 febbraio 2027, sia di persona che tramite il portale elettronico del ministero. Gli aiuti comprendono sovvenzioni dirette a fondo perduto per far fronte alle necessità immediate e anticipi sui futuri risarcimenti.
Inoltre, il Governo ha istituito uffici di assistenza completa presso le delegazioni e le sottodelegazioni per fornire consulenza alle persone colpite e facilitare le pratiche. Coloro che non possono recarsi in loco per motivi di salute o di mobilità potranno ricevere assistenza a domicilio.