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Zelensky a Euronews al Consiglio europeo: "È più facile trattare con Trump che con Putin"

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky parla durante una conferenza stampa al vertice dell'UE a Bruxelles, venerdì 16 ottobre 2026.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy parla durante una conferenza stampa al vertice Ue a Bruxelles, venerdì 16 ottobre 2026. -  Diritti d'autore  AP Photo
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Di Sasha Vakulina
Pubblicato il •Ultimo aggiornamento
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Dopo una settimana di tensioni tra Washington e Kiev, Zelensky ha detto che Trump è ancora più facile da gestire di Putin, nonostante gli appelli del presidente USA a un nuovo leader in Ucraina e le critiche al leader ucraino

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha respinto venerdì a Bruxelles l'affermazione di Donald Trump secondo cui è più difficile trattare con lui che con Vladimir Putin, dichiarando a Euronews che negoziare con il presidente degli Stati Uniti è più semplice che avere a che fare con il leader russo.

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In una conferenza stampa a margine del Consiglio europeo, alla domanda di Euronews sulle critiche rivoltegli da Trump e sul fatto se i leader europei sostengano i continui attacchi dell'Ucraina alle raffinerie di petrolio russe, Zelensky ha risposto che "è più facile trattare con lui che con Putin. Sto parlando di Trump".

"Ho avuto diversi incontri con il presidente degli Stati Uniti d'America e troviamo sempre temi di cui discutere e su cui prendere decisioni" ha aggiunto il presidente ucraino.

Le sue dichiarazioni arrivano in un momento di tensione tra Kiev e Washington per gli attacchi ucraini alle infrastrutture petrolifere russe e per la decisione di Trump di allentare le sanzioni sul diesel russo. Il presidente statunitense ha criticato questi attacchi, accusandoli di contribuire all'aumento dei prezzi globali dei carburanti.

Zelensky ha affermato che la sua priorità è difendere gli interessi nazionali dell'Ucraina, a prescindere dalle pressioni esterne.

"Difendo esclusivamente gli interessi dell'Ucraina e del popolo ucraino. Siamo stati attaccati, occupati e il nostro popolo è stato ucciso. È del tutto logico che abbiamo il diritto di difenderci", ha dichiarato. "È pienamente legittimo e quindi faremo proprio questo. Resisteremo".

Il leader ucraino non ha risposto direttamente alla domanda se i leader europei abbiano appoggiato nuovi attacchi alle raffinerie russe, ribadendo invece il diritto dell'Ucraina a difendersi.

Zelensky accusa Putin di ostacolare gli sforzi di pace

Il presidente ucraino ha affermato che l'Ucraina resta impegnata a porre fine alla guerra attraverso i negoziati, ma ha accusato Putin di non avere un reale interesse a un accordo di pace.

"Putin non vuole negoziare in questo momento, in nessun formato", ha detto, definendo la retorica di Mosca "una parodia di un autentico desiderio di porre fine alla guerra".

"Non vuole che la guerra finisca. Sono convinto che sia per questo che perfino il Donbass per lui è troppo poco", ha aggiunto.

Zelensky ha anche avvertito che allentare le restrizioni sul diesel russo potrebbe aprire la strada ad altre concessioni, minando gli sforzi dell'Occidente per limitare la capacità di Mosca di finanziare la guerra contro l'Ucraina.

"A mio avviso, non possiamo accettare questi accordi sul diesel, queste intese, perché seguiranno accordi sul gas. Ne sono assolutamente certo. Dopo il gas, saranno revocate le sanzioni anche su altre cose", ha detto ancora rispondendo a Euronews.

"Alla fine si arriverà al sistema bancario, alle persone fisiche e all'industria chimica".

A preoccupare Kiev è anche il futuro dei beni russi congelati che potrebbero essere messi in discussione - e non essere usati a vantaggio dell'Ucraina, punto su cui i 27 discutono da tempo - se i Paesi occidentali continueranno a fare concessioni a Mosca.

"Se non difendo io questa posizione, chi lo farà al posto nostro? Intendo sul piano diplomatico", ha concluso Zelensky.

Nel frattempo i leader europei cercano di mantenere la pressione su Mosca nonostante la decisione di Washington di alleggerire alcune sanzioni.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato venerdì che l'Ue non revocherà le proprie sanzioni finché la Russia non porrà fine alla guerra.

Il presidente del Consiglio europeo, António Costa, ha chiesto da parte sua di aumentare la pressione su Mosca, anziché concedere delle aperture.

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