Venerdì le crescenti tensioni tra Zelensky e Trump sono sul tavolo del Consiglio Europeo a Bruxelles, dove il leader UE hanno affrontato i temi del supporto all'Ucraina e del suo futuro
"Putin non vuole negoziare in questo momento, in nessun formato", ha detto Volodymyr Zelensky intervenendo a Bruxelles venerdì, nel giorno in cui i leader dell'Unione europea hanno discusso del sostegno politico, militare ed economico a Kiev.
Il presidente ucraino ha ricevuto il sostegno del Consiglio europeo in una fase di crescente tensione con Donald Trump, che nelle ultime settimane ha criticato la strategia di Kiev e promosso accordi con Mosca sul diesel russo.
Nel corso del vertice, Zelensky ha difeso gli attacchi contro le infrastrutture energetiche russe, sostenendo che l'Ucraina ha il diritto di difendersi dall'aggressione subita e che la pressione economica su Mosca resta uno strumento essenziale per indebolire la macchina bellica del Cremlino.
L'Unione europea ha ribadire il proprio supporto all'Ucraina, anche alla luce delle tensioni con Donald Trump che, dopo avere annunciato una tregua energetica tra le parti non rispettata da nessuno, ha concluso un'intesa sul diesel con Mosca criticata dalla maggioranza degli europei.
Zelensky: "Putin non vuole davvero negoziare"
Nel confronto con la stampa a Bruxelles, il presidente ucraino ha ribadito che la priorità resta la fine della guerra ma ha accusato il Cremlino di non mostrare alcuna reale disponibilità al dialogo.
"Putin vuole distruggerci. Non rispetta né noi, né la nostra sovranità, né la nostra integrità territoriale" ha affermato Zelensky rispondendo ai giornalisti, avvertendo che Putin non si accontenterà solo della regione del Donbas.
"Venti milioni di persone arriveranno in Europa, ucraini, perché lui ci distruggerà e ci caccerà via. È comprensibile. Per me è assolutamente chiaro. Ecco perché chiediamo: restate saldi, difendete il nostro Paese. Sì, con dolore, con perdite enormi", ha aggiunto.
Zelensky ha parlato di una Russia che "mette alla prova la determinazione" della NATO e ha respinto anche le critiche di Donald Trump, che nei giorni scorsi aveva dichiarato di trovare più difficile trattare con Kiev che con Mosca. Il leader ucraino ha replicato sostenendo che il suo unico obiettivo è difendere gli interessi del Paese e che l'Ucraina ha il diritto di difendersi dopo essere stata invasa.
Kiev teme inoltre che la concessione della Casa Bianca a Putin sul gasolio possa aprire la strada ad altre aperture verso Mosca, dal gas al sistema bancario fino agli asset sovrani congelati.
"Se oggi accettiamo accordi sul diesel, domani arriveranno quelli sul gas", è in sostanza il ragionamento espresso da Zelensky.
L'Ue mantiene la linea sulle sanzioni e sugli aiuti a Kiev
I leader europei appaiono intenzionati a mantenere in vigore il sistema di sanzioni contro la Russia finché proseguirà l'invasione.
In questo senso Zelensky è tornato a chiedere che i beni russi congelati in Europa vengano utilizzati per finanziare il sostegno all'Ucraina prima che possano diventare oggetto di future trattative con Mosca.
Nel tavolo dei negoziati è stato centrale anche il tema degli aiuti. Bruxelles prevede di erogare nel prossimo anno circa 45 miliardi di euro attraverso i diversi strumenti di sostegno già approvati, ma Kiev stima un fabbisogno ben più elevato tra spese militari e necessità economiche.
Dietro le quinte cresce la consapevolezza che nei prossimi mesi l**'Ue dovrà affrontare un nuovo dibattito interno sul finanziamento dell'Ucraina** che, secondo le stime circolate a Bruxelles, dovrebbe arrivare a coprire un deficit di circa 70 miliardi di euro nel bilancio ucraino, visto che la "guerra il prossimo anno costerà 155 miliardi di euro", ha denunciato Zelensky..
Migranti, nuovo scontro tra gli Stati membri
Accanto al dossier ucraino, quello migratorio si conferma uno dei più divisivi del vertice europeo. Diversi Paesi chiedono modifiche alle conclusioni del summit e il confronto si concentra soprattutto sulla gestione degli ingressi irregolari e sull'applicazione delle nuove regole europee.
La premier italiana, Giorgia Meloni, ha partecipato a un incontro informale insieme alla danese Mette Frederiksen e al premier olandese Rob Jetten con un gruppo di Paesi favorevoli a soluzioni più restrittive in materia migratoria.
L'obiettivo del confronto era fare il punto sulle iniziative per contrastare gli arrivi irregolari, il traffico di esseri umani e l'attuazione del nuovo quadro normativo europeo.
Il dibattito è stato alimentato anche dalle critiche rivolte alla Spagna dopo l'annuncio del piano per regolarizzare circa 600 mila migranti. Alcuni governi ritengono che iniziative di questo tipo possano incentivare nuovi arrivi, mentre altri Paesi difendono la necessità di strumenti più ampi di integrazione, al netto dell'accordo trovato tra Meloni e il premier spagnolo Sanchez sul ripristino di Schengen.