Il pontefice ha scelto Metz, città a lungo segnata dai confini mutevoli dell’Europa e dai conflitti, per rendere omaggio a Robert Schuman, lo statista cattolico francese che dopo la Seconda guerra mondiale è diventato uno degli artefici dell’integrazione europea.
In un incontro intitolato "Alle radici dell’Europa per la pace e l’unità", Leo ha incontrato leader europei e alte personalità, tra cui il primo ministro lussemburghese confermato Luc Frieden, il principe Albert II di Monaco, il granduca Guillaume del Lussemburgo e l’ex presidente della Commissione europea Jean‑Claude Juncker.
Macron, che inizialmente era atteso solo per il discorso mattutino di Leo, ha partecipato anche alla Messa nella cattedrale di Saint‑Étienne e al saluto ufficiale in aeroporto, dopo aver modificato la propria agenda.
All’esterno della cattedrale le persone si sono radunate ore prima della celebrazione, con striscioni e rosari ben visibili tra i fedeli. Le famiglie hanno accolto il papa in un clima al tempo stesso festoso e devozionale.
La visita a Metz ha concluso un viaggio che aveva già richiamato grandi folle. Il Vaticano ha riferito che circa 800.000 persone hanno partecipato alla Messa all’aperto di Leo a Parigi, mentre decine di migliaia di fedeli hanno accompagnato il papa nella celebre processione con le fiaccole di Lourdes.
Il pontefice ha poi lasciato la Francia dopo una cerimonia d’addio con Macron all’aeroporto Metz‑Nancy‑Lorraine.