I soccorsi proseguono mentre si avvicina la scadenza delle 72 ore cruciali dopo il sisma. Le autorità non hanno comunicato il numero dei dispersi, ma i media locali parlano di decine di persone ancora introvabili
Giovedì per i residenti della prefettura sudoccidentale di Kumamoto, in Giappone, è difficile alla normalità, a due giorni dal terremoto di magnitudo 7,1 che ha provocato un'esplosione in un centro commerciale, fatto crollare il camino di una fabbrica e raso al suolo alcune case, uccidendo almeno 34 persone.
Le operazioni di ricerca e soccorso proseguono ma il tempo per trovare sopravvissuti sta per scadere. I soccorritori continuano a lavorare a Kumamoto, sulla principale isola meridionale giapponese di Kyushu, dove la forte scossa ha colpito martedì.
Il numero dei dispersi non è ancora chiaro. Il terremoto ha ferito almeno 63 persone, cinque in modo grave, secondo i rappresentanti del governo prefettizio di Kumamoto.
I sopravvissuti hanno raccontato di essere rientrati a casa e di aver tirato fuori disperatamente i familiari dalle macerie. Alcuni hanno riportato ferite e sono stati trasportati d'urgenza in ospedale.
Migliaia di persone hanno trascorso un'altra notte nei centri di evacuazione allestiti in palestre e altri grandi spazi in tutta la zona. Alcune abitazioni erano ancora senza acqua o elettricità, mentre altre persone avevano semplicemente paura di rientrare.
Pur avendo norme edilizie molto rigide, dovute alla frequenza dei terremoti, molti dei quali superano la magnitudo 7, in zona ci sono ancora abitazioni costruite secondo il vecchio stile giapponese, relativamente vulnerabili alle scosse.
I danni più gravi si sono registrati al centro commerciale Aeon Mall, nella cittadina di Kashima, affollato da migliaia di persone quando la scossa ha colpito nel tardo pomeriggio di martedì, ora locale.
L'azienda ha riferito che circa 3.000 clienti sono stati evacuati in un parcheggio prima che l'esplosione si verificasse in un'altra parte del centro commerciale, dove alcune persone stavano ancora lavorando. Il secondo piano del centro commerciale è crollato, intrappolando delle persone sotto le macerie.
Nelle prime ore di giovedì sei persone sono state confermate morte nell'area del centro commerciale, tra le undici estratte dalle macerie, secondo le autorità di Kumamoto.
I familiari dei dispersi vagano impotenti vicino al centro commerciale distrutto, in attesa di qualsiasi notizia dei propri cari, nonostante il caldo soffocante.
Nella zona di Yatsushiro, dove è crollato un camino in uno stabilimento della Nippon Paper Industries, dieci persone sono state salvate, ma altre otto sono morte e una risulta ancora dispersa.
Quasi 23mila abitazioni sono ancora senza elettricità e oltre 10mila persone alloggiano nei circa 400 rifugi allestiti dal governo. Qui si stavano installando nuove fonti di alimentazione per garantire l'aria condizionata, mentre un'ondata di calore estrema sta colpendo alcune zone del Paese.