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Malta, al via il processo al presunto mandante dell'omicidio di Daphne Caruana Galizia

Manifestanti espongono foto durante una protesta davanti all’ufficio del primo ministro di Malta, a La Valletta, il 29 novembre 2019.
Manifestanti mostrano fotografie durante una protesta davanti all'ufficio del primo ministro di Malta a La Valletta, 29 novembre 2019 Diritti d'autore  Zigli Jonathan Borg/AP
Diritti d'autore Zigli Jonathan Borg/AP
Di Gavin Blackburn
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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La giornalista Caruana Galizia aveva denunciato la corruzione ai massimi vertici del Paese, portando alla luce i legami opachi tra élite economiche e politiche di Malta

Un magnate maltese è comparso a processo mercoledì con l’accusa di aver ordinato l’omicidio della giornalista investigativa Daphne Caruana Galizia, un caso che ha sconvolto l’isola, fatto cadere un governo e suscitato condanne in tutto il mondo.

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Yorgen Fenech è accusato di aver orchestrato l’assassinio della giornalista, 53 anni, figura pubblica di primo piano e voce critica, uccisa da una bomba piazzata nella sua auto vicino a casa.

"Nove anni dopo l’omicidio di mia madre, l’uomo accusato di averlo commissionato viene processato", ha scritto sui social il figlio della giornalista, Paul Caruana Galizia.

Un legale della famiglia, Jason Azzopardi, ha confermato all’agenzia Afp che il processo è iniziato e che Fenech era presente in aula.

Caruana Galizia aveva portato alla luce casi di corruzione ai massimi livelli del Paese, facendo emergere i legami opachi tra le élite economiche e politiche di Malta.

La morte della popolare giornalista ha suscitato indignazione in tutto il mondo e ha messo Malta, il più piccolo Stato membro dell’Unione europea, sotto i riflettori per le sue apparenti carenze sullo stato di diritto.

L’uomo d’affari maltese Yorgen Fenech a La Valletta, 29 novembre 2019
L’uomo d’affari maltese Yorgen Fenech a La Valletta, 29 novembre 2019 Martin Agius/AP

Il suo assassinio ha innescato anche una crisi politica e le dimissioni dell’allora premier Joseph Muscat, nel gennaio 2020, dopo la rabbia diffusa e le proteste di massa per i suoi presunti tentativi di proteggere amici e alleati dall’inchiesta.

Un’inchiesta pubblica durata due anni, pubblicata nel luglio 2021, ha concluso che lo Stato deve "assumersi la responsabilità" dell’omicidio per l’"atmosfera di impunità" creata dal governo.

Fenech, un tycoon con interessi che spaziavano dall’energia al turismo, è stato arrestato sul suo yacht nel 2019 mentre cercava di lasciare Malta, dopo che a un intermediario nel delitto era stata promessa la grazia in cambio dei nomi dei mandanti.

Cinque persone sono state finora condannate in relazione all’omicidio, per aver fornito l’esplosivo e aver materialmente eseguito l’attentato.

Giustizia è fatta?

L’osservatorio per la libertà di stampa Reporter senza frontiere, che aveva un proprio rappresentante in aula, ha scritto sui social che il processo "riaccende la speranza che, per un crimine commesso quasi nove anni fa, venga finalmente fatta giustizia".

Lo scorso settembre, un tribunale ha respinto il tentativo di Fenech di annullare le dichiarazioni rese alla polizia subito dopo l’arresto del 2019. Fenech aveva sostenuto di averle rilasciate sotto l’effetto della cocaina.

Secondo l’atto d’accusa dei pubblici ministeri, citato dal Times of Malta, l’uomo d’affari avrebbe ordinato l’omicidio della giornalista perché era sul punto di pubblicare un articolo compromettente su suo zio.

Nel giugno 2025, Robert Agius e Jamie Vella sono stati riconosciuti colpevoli di aver fornito la bomba che ha ucciso Caruana Galizia e condannati all’ergastolo.

I tre uomini che hanno eseguito il delitto, i fratelli George e Alfred Degiorgio insieme a Vince Muscat, stanno scontando pene detentive dopo essere stati giudicati colpevoli del loro ruolo.

Il rapporto di 437 pagine redatto da un collegio di tre giudici nel 2021 ha stabilito che lo Stato è venuto meno al proprio dovere di proteggere Caruana Galizia e l’ha esposta ad attacchi personali e insulti da parte di esponenti politici.

L’atmosfera così creata ha determinato un "clima favorevole" al suo assassinio e vi sono "prove convincenti" che i suoi killer sapevano che sarebbero stati tutelati da "persone ai più alti livelli dello Stato".

Risorse addizionali per questo articolo • AFP

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