Il presidente USA è tornato a commentare gli sviluppi sui negoziati con l'Iran per l'accordo di pace. Trump ha scritto che procedono in modo "ordinato e costruttivo" ed è tornato a criticare la precedente amministrazione Obama
Il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato sabato che una bozza di accordo-quadro con l'Iran, che prevede anche la riapertura dello Stretto di Hormuz, è stata "in gran parte negoziata" ed è "soggetta a finalizzazione".
In un post su Truth Social, Trump ha affermato che gli ultimi aspetti e dettagli dell'intesa sono in discussione e saranno annunciati "a breve". Domenica è tornato a commentare gli sviluppi della situazione in Medio Oriente.
"Uno degli accordi peggiori mai stipulati dal nostro Paese è stato l’accordo sul nucleare iraniano, proposto e firmato da Barack Hussein Obama e dai dilettanti dell’amministrazione Obama. Si trattava di una strada diretta verso lo sviluppo di un’arma nucleare da parte dell’Iran", ha scritto Trump tornando ad accusare le amministrazioni precedenti per la situazione in Iran, poi ha assicurato: "Non è così per l’accordo attualmente in fase di negoziazione con l’Iran da parte dell’amministrazione Trump: è ESATTAMENTE L’OPPOSTO, infatti! I negoziati stanno procedendo in modo ordinato e costruttivo, e ho informato i miei rappresentanti di non affrettare la conclusione di un accordo, poiché il tempo è dalla nostra parte".
Trump ha poi detto che il blocco navale imposto dagli USA nello Stretto di Hormuz rimarrà in vigore a tutti gli effetti fino a quando non sarà "raggiunto, certificato e firmato un accordo".
"Entrambe le parti devono prendersi il tempo necessario e fare le cose per bene. Non ci possono essere errori! Il nostro rapporto con l’Iran sta diventando molto più professionale e produttivo. Devono capire, tuttavia, che non possono sviluppare o procurarsi un’arma o una bomba nucleare. Vorrei ringraziare, finora, tutti i paesi del Medio Oriente per il loro sostegno e la loro cooperazione, che saranno ulteriormente potenziati e rafforzati dalla loro adesione alle Nazioni degli storici Accordi di Abramo e, chissà, forse anche la Repubblica Islamica dell’Iran vorrebbe aderire!", ha concluso il presidente USA.
Trump sabato ha avuto "un'ottima telefonata" con i leader di Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Pakistan, Turchia, Egitto, Giordania e Bahrein. Un altro segnale dell'influenza determinante dei Paesi del Golfo e di altri attori regionali nel convincere Trump sia a fermare ulteriori attacchi sia a porre fine del tutto alla guerra. Ha avuto inoltre una telefonata separata con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che "è andata molto bene".
In precedenza, sabato, l'agenzia Associated Press ha citato un funzionario regionale con conoscenza diretta degli sforzi di mediazione guidati dal Pakistan, secondo cui Stati Uniti e Iran sarebbero sempre più vicini a un accordo che includerebbe una dichiarazione ufficiale sulla fine della guerra e due mesi di negoziati sul programma nucleare iraniano.
Lo Stretto di Hormuz verrebbe riaperto e gli Stati Uniti porrebbero fine al blocco dei porti iraniani, ha detto il funzionario all'AP.
Prima dell'annuncio di Trump, l'Iran aveva parlato di "divergenze che si riducono" nei negoziati, con posizioni avvicinatesi negli ultimi giorni, soprattutto dopo i nuovi colloqui tenuti a Teheran venerdì e sabato dal capo di stato maggiore dell'esercito pakistano.
Domenica il segretario di Stato USA Marco Rubio, da Nuova Delhi, ha detto che sono stati compiuti "progressi significativi" e che un annuncio dovrebbe arrivare nelle prossime ore.
Cosa dicono le fonti iraniane dell'accordo con gli USA
La tv di Stato iraniana ha citato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, che ha descritto la bozza come un "accordo-quadro".
"Vogliamo che includa le questioni principali necessarie per porre fine alla guerra imposta e altri temi per noi essenziali. Poi, in un periodo ragionevole, tra i 30 e i 60 giorni, si discuteranno i dettagli e alla fine si arriverà a un accordo definitivo", ha dichiarato Baghaei all'agenzia ufficiale IRNA.
Secondo Baghaei, "nell'ultima settimana la tendenza è stata verso una riduzione delle divergenze". Ha precisato che le questioni nucleari non fanno parte dei negoziati in corso: Teheran punta prima a porre fine alla guerra, per discutere solo in seguito del proprio programma nucleare.
"In questa fase il nostro obiettivo è far cessare la guerra su tutti i fronti, compreso il Libano", ha detto Baghaei, aggiungendo che la revoca delle sanzioni contro Teheran "è stata esplicitamente inclusa nel testo e resta una nostra posizione fissa".
Trump aveva in precedenza affermato di aver rinviato un attacco militare contro l'Iran perché erano in corso "seri negoziati" e su richiesta degli alleati in Medio Oriente. Più volte ha fissato ultimatum per Teheran, salvo poi fare marcia indietro.
Quali sono le reazioni dei politici internazionali
La prospettiva di un accordo tra USA e Iran è stata accolta con favore dai leader politici. In un post su X, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha ribadito l'esigenza di riaprire lo Stretto di Hormuz. "Abbiamo bisogno di un accordo che riduca realmente l'escalation del conflitto, riapra lo Stretto di Hormuz e garantisca la piena libertà di navigazione senza pedaggi. Non si deve permettere all'Iran di sviluppare un'arma nucleare", ha scritto von der Leyen su X.
Il premier britannico Kier Starmer ha insistito anche lui sulla fine del conflitto e la riapertura dello stretto. "Il overno britannico continuerà a fare tutto il possibile per proteggere i cittadini britannici dalle conseguenze di questo conflitto e collaborerà con i partner internazionali per cogliere questa occasione e raggiungere una soluzione diplomatica a lungo termine", ha aggiunto.
Dall'Italia, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito che Roma pronta a partecipare, una volta concluso il conflitto, "a una coalizione internazionale a carattere difensivo per ripristinare la libertà di navigazione nello stretto".
"Sul piano operativo, l’Italia è pronta a mettere a disposizione l’esperienza maturata nelle missioni navali europee nel Mar Rosso, nell’Oceano Indiano e nel Mediterraneo. In particolare, riteniamo necessario rafforzare la missione europea Aspides, che attualmente coinvolge soltanto Italia e Grecia nel pattugliamento del Mar Rosso per garantire la sicurezza del trasporto marittimo. Nella missione multilaterale che sarà avviata nello Stretto di Hormuz**, l’Italia potrebbe contribuire alle operazioni di sminamento** e alla sicurezza della navigazione commerciale", ha detto il ministro.