Questo lunedì 30 marzo si apre davanti alla Corte d’assise di Parigi il processo a ventidue imputati. Ex poliziotti, militari o imprenditori, sono accusati di aver commissionato operazioni, dall’intimidazione violenta fino all’omicidio, attraverso una loggia massonica
Un grande processo si è aperto lunedì, noto come “Athanor”, riguardante una loggia di massoni diventati mandanti di operazioni illegali: ventidue persone sono a giudizio per tre mesi e mezzo davanti alla Corte d’assise di Parigi, per una molteplicità di reati che arrivano fino all’omicidio.
In totale, tredici imputati rischiano l’ergastolo, tra cui quattro militari, tre poliziotti — di cui uno ex membro dei servizi di intelligence — un addetto alla sicurezza e due imprenditori, per numerosi reati criminali, tra cui l’omicidio di un pilota automobilistico e il tentato assassinio di una coach aziendale e di un sindacalista “gilet giallo”.
L'indagine è iniziata con l'omicidio di Marie-Hélène Dini, avvenuto il 24 luglio 2020. I due soldati arrestati nei pressi della sua abitazione sostengono di essere stati manipolati per far credere che stessero colpendo un agente del Mossad, il servizio segreto israeliano, per conto dello Stato francese.
Marie-Hélène Dini non è una spia, ma ha un nemico nel suo ambiente professionale: Jean-Luc Bagur, collezionista di armi e "Maestro Venerabile" della Loggia massonica Athanor, con sede a Puteaux, nel vicino sobborgo parigino di Hauts-de-Seine, che nel frattempo è stata sciolta.
Per “70.000 euro, al netto delle tasse”, secondo l’indagine, Jean-Luc Bagur, oggi 69enne, affida la missione di eliminare la sua concorrente a un altro “fratello”, Frédéric Vaglio.
Un ex agente dei servizi segreti interni tra gli accusati
L'uomo d'affari 53enne è accusato di essere il tramite tra la mente e gli autori di una moltitudine di crimini e misfatti, compiuti da un terzo membro di Athanor: Daniel Beaulieu, membro in pensione della Direction centrale du renseignement intérieur (Dcri).
L'ex agente, ora 72enne, riconvertito nell’intelligence economica, conduceva prima del suo arresto una doppia vita tra le sue due compagne da vent’anni.
All’interno di Athanor diventa un intermediario incaricato di impartire ordini per operazioni clandestine di ogni genere, e in particolare per un omicidio che descriverà agli investigatori come un “errore grave”.
Le “missioni” della rete, per lo più affidate aDaniel Beaulieu da Frédéric Vaglio, aumentano progressivamente: aggressione e furto di un computer da parte di un falso fattorino di pizze, incendio di un’auto, ratti morti lasciati in un giardino, aggressione di un eletto…
Una passione per lo spionaggio
Si arriva così all’assassinio, nel novembre 2018, del pilota automobilistico Laurent Pasquali, ucciso per un recupero crediti. Si tratta della prima missione “homo” (omicidio) affidata a Sébastien Leroy, considerato il braccio armato di Daniel Beaulieu, che rischia a sua volta l’ergastolo.
Appassionato di spionaggio, questo addetto alla sicurezza ha ammesso durante la custodia cautelare di essere l’esecutore della maggior parte delle aggressioni, dei furti, dell’omicidio e dei tentati omicidi, spiegando di essere stato manipolato da Daniel Beaulieu, che gli aveva proposto di diventare informatore per l’intelligence interna.
Il fallimento del suo assassinio ha posto fine a un altro progetto morboso orchestrato da Vaglio, Beaulieu e Leroy: l’eliminazione del sindacalista e “gilet giallo” Hassan Touzani, considerato scomodo dai suoi datori di lavoro. Anche loro sono stati rinviati a giudizio davanti alla Corte d’assise.
Ma Daniel Beaulieu potrebbe avere difficoltà a rispondere alle domande della corte: il suo tentativo di suicidio in detenzione lo ha lasciato disabile, secondo il suo avvocato, Me Marc Pantaloni. Il processo dovrebbe durare tre mesi e mezzo.