Dalla conveniente Estonia al Montenegro ideale per lunghi soggiorni, ecco i Paesi europei con il miglior mix di costi bassi, internet veloce, sicurezza e visti flessibili per lavoratori da remoto.
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Una nuova classifica ha rivelato i migliori Paesi europei per i nomadi digitali nel 2026, valutando tutto, dagli affitti e dalla spesa al supermercato alle velocità del Wi-Fi, agli spazi di coworking, alla sicurezza e alle norme sui visti.
LEI register (fonte in inglese), un sistema globale di banche dati, ha analizzato nel dettaglio 40 Paesi del continente usando 19 indicatori distinti per individuare le migliori destinazioni per chi lavora da remoto.
La conoscenza dell’inglese, l’assistenza sanitaria e gli eventi locali sono stati anch’essi presi in esame per stilare la graduatoria e l’Estonia è risultata al primo posto.
I migliori Paesi europei per i nomadi digitali
Tra i tre Stati baltici, l’Estonia si è aggiudicata il primo posto grazie al costo della vita abbordabile, a infrastrutture solide e a un atteggiamento favorevole verso i nomadi digitali.
Un appartamento con una camera da letto in centro città costa in media 573 € al mese, mentre la spesa alimentare mensile si aggira intorno ai 247,80 €.
La velocità di Internet è buona, il livello di sicurezza è il più alto tra tutti i Paesi considerati e i visti per nomadi digitali durano un anno e costano 85 €.
Al secondo posto in classifica c’è l’Islanda. Pur essendo una delle destinazioni più care – l’affitto mensile medio è di ben 2.098 €, mentre la spesa si attesta sui 541,62 € – soddisfa molti requisiti.
Ha la velocità di Internet più alta tra tutti i Paesi, oltre al maggior numero di spazi di coworking e alla più ampia disponibilità di alloggi su Airbnb. È inoltre considerata molto sicura e ospita un numero elevatissimo di eventi.
Al terzo posto c’è il Portogallo, da tempo una delle mete preferite dai nomadi digitali grazie alle eccellenti velocità di connessione, all’elevata conoscenza dell’inglese e alla disponibilità di visti.
Sebbene un visto per nomadi digitali di un anno costi 80 €, gli affitti in centro città sono relativamente alti, con una media di 919 € al mese. Ciononostante, il Paese è talmente ben attrezzato in termini di infrastrutture per il lavoro da remoto che resta una scelta privilegiata per molti.
Il Montenegro è quarto in classifica, in parte perché applica una tassa per il visto molto bassa, appena 26 €, e il permesso può durare fino a 730 giorni, il periodo più lungo tra tutti i Paesi analizzati.
Qui l’affitto medio è di 576 €, mentre la spesa mensile è di circa 211,22 €. I servizi sanitari non sono tra i migliori, ma la disponibilità di alloggi su Airbnb è la seconda più alta dell’elenco, il che lo rende ideale per i nomadi digitali con un budget contenuto.
A chiudere la top 5 c’è la Croazia, che offre il secondo periodo di validità più lungo per il visto, 540 giorni.
Vanta inoltre il terzo più alto indice di sicurezza e la quarta maggiore disponibilità pro capite di alloggi su Airbnb. Gli affitti in centro città si attestano in media sui 663 €, mentre la spesa mensile è di 232,46 €. La conoscenza dell’inglese è elevata e non mancano gli eventi, ma la velocità di Internet lascia a desiderare ed è la più bassa della lista.
A completare la top 10 ci sono Slovenia, Cechia, Spagna, Lituania e Romania. Ognuno di questi Paesi presenta pro e contro, a seconda delle priorità di ciascun nomade digitale, ma tutti rappresentano scelte affidabili se non si sa da dove cominciare.
Le peggiori scelte in Europa per i nomadi digitali
All’estremità opposta della classifica ci sono cinque Paesi che, secondo lo studio, alcuni nomadi digitali potrebbero voler evitare.
L’Irlanda si piazza all’ultimo posto, nonostante il quarto posto per conoscenza dell’inglese e una buona offerta di eventi e spazi di coworking.
Pesa invece il costo elevato degli affitti e punteggi non brillanti in materia di sicurezza e sanità. Ma soprattutto manca un visto per nomadi digitali, il che rende difficile scegliere l’Irlanda come base.
La Svizzera è penultima e anch’essa non dispone di un visto per nomadi digitali. I costi della spesa sono alti e l’affitto medio è di 1.785 €, ma può contare su una connessione veloce, buoni livelli di sicurezza e un’ampia presenza di spazi di coworking.
Subito dopo la Svizzera si collocano Bielorussia e Bosnia ed Erzegovina. Pur essendo entrambe molto più economiche del Paese centroeuropeo, nessuna delle due offre un visto per nomadi digitali.
La Bielorussia ottiene risultati particolarmente scarsi per quanto riguarda la velocità di Internet e il numero di spazi di coworking e, sebbene la Bosnia ed Erzegovina non sia troppo costosa, offre anche una delle infrastrutture più deboli della lista.
Nella parte bassa della classifica figura anche, forse a sorpresa, la Francia. Pur restando il Paese più visitato al mondo dai turisti, non è una scelta ideale per i nomadi digitali.
Dispone di un’eccellente assistenza sanitaria e di buone velocità di connessione, ma non prevede un visto per lavoratori da remoto, la conoscenza dell’inglese è bassa e il suo indice di sicurezza è il peggiore in assoluto tra quelli analizzati.