Con voli diretti da varie capitali europee, le due metropoli del nord-est del Brasile uniscono spiagge, natura, cultura e storia in una regione sempre più aperta al turismo estero.
Le due città brasiliane del continente più vicine all’Europa stanno sfruttando questo vantaggio geografico per attirare un numero crescente di visitatori internazionali, grazie ai collegamenti aerei con capitali come Madrid, Lisbona e Parigi.
A meno di otto ore di volo dalla capitale spagnola, i viaggiatori si godono lo skyline di grattacieli di Fortaleza, che ricorda un incrocio tra Miami e Benidorm. Le alte torri affacciate sul mare disegnano un profilo urbano moderno che si abbina a un lunghissimo lungomare (Beira Mar), in un’atmosfera tropicale e vacanziera che invita a vivere all’aria aperta.
Fortaleza, 300 anni di storia
Fortaleza, con 2,57 milioni di abitanti, è una delle cinque città più popolose del Brasile e il capoluogo dello Stato del Ceará, che conta oltre 9 milioni di persone. La sua storia è legata alla contesa coloniale tra portoghesi e olandesi. Nel XVII secolo, nel 1649, gli olandesi costruirono il Forte Schoonenborch, che diede origine alla città moderna.
Dopo la riconquista portoghese, sei anni più tardi, la fortificazione prese il nome di Fortaleza de Nossa Senhora da Assunção. Nel 2026 la città celebra i 300 anni dalla sua fondazione, un anniversario che si respira in ogni angolo di questo centro urbano.
“Questa è una città vibrante, con un ricco mix di culture, che non dorme mai. Già dalle tre del mattino molta gente esce in strada per fare sport, per correre; è una città con una grande mobilità”, spiega la guida turistica Castalha. Lo si constata la mattina seguente, di primo mattino: decine di corridori amatoriali si mettono a macinare chilometri sul lungomare Beira Mar, che collega tre spiagge lungo circa sei chilometri di litorale: la spiaggia di Iracema, con luoghi simbolo come il Ponte dos Ingleses, Meireles, con il mercatino artigianale serale, e Mucuripe.
Per chi vuole combinare sport e mare, un’alternativa è la canoa in queste acque più che tiepide dell’Atlantico. Poi una passeggiata al Mercado dos Peixes chiarisce che questo tratto della spiaggia di Mucuripe è ideale per una pesca quasi artigianale. I pescatori escono in mare con le cosiddette jangadas, leggere imbarcazioni a vela, per lavorare a poca distanza dalla costa. Pesce e frutti di mare sono due ingredienti fondamentali della gastronomia del Ceará.
Di notte, la città non dorme; musica e ballo prendono il sopravvento. In tutta Fortaleza si balla il forró, uno dei tratti più distintivi della cultura del nordest del Brasile. Si balla in coppia, molto ravvicinati, con passi rapidi e giri semplici, con i quali chi scrive non è riuscito a stare a tempo con la musica.
L’avventura tra le falésias
Fuori dalla grande metropoli comincia l’avventura, a circa 160 chilometri a sud-est, a Canoa Quebrada, nel comune di Aracati. È un piccolo borgo costiero famoso per le sue falésias (falesie di sabbia o roccia) rosse o bianche e per le dune modellate dal vento. È uno dei paesaggi più caratteristici del nordest del Brasile e si esplora in buggy, veicoli leggeri e scoperti che sfrecciano tra dune, spiagge e sentieri costieri, permettendo ai turisti di scattare foto e girare video spettacolari con il simbolo della mezzaluna e di una stella inciso nelle falésias sullo sfondo, emblema di Canoa Quebrada.
Questo luogo divenne celebre negli anni Settanta tra i viaggiatori zaino in spalla e gli hippy europei, attirati dalle spiagge incontaminate, dal clima caldo, dalle dune e da un’atmosfera libera e rilassata. Una delle spiagge più autentiche del Ceará è la spiaggia di Canto Verde, nel comune di Beberibe, dove i viaggiatori possono vivere un’esperienza reale con la popolazione locale che non li lascerà indifferenti. Qui vive una comunità di circa 200 pescatori artigianali con i quali si può uscire in mare a pescare sulle loro imbarcazioni tradizionali che, raccontano, hanno attirato turisti svizzeri, portoghesi e americani.
È un’immersione totale nella cultura locale. “Viviamo di pesca artigianale e stiamo promuovendo il turismo di comunità”, spiega Roberto. Gli abitanti di Canto Verde hanno lottato contro la speculazione immobiliare e i progetti di turismo di massa per proteggere quest’area e creare una riserva sostenibile.
“Questo è un altro dei punti di forza di questo luogo; si tratta di un turismo sostenibile che non caccia i residenti, ma li rende partecipi con le loro tradizioni e abitudini”, sottolinea Daniele Rocha, di Embratur, l’Agenzia brasiliana di Promozione Internazionale del Turismo.
Recife, un simbolo dell’identità brasiliana.
A poco più di un’ora di volo da Fortaleza si scopre una realtà completamente diversa a Recife, capitale dello Stato di Pernambuco, con un milione e mezzo di abitanti. È l’altra grande metropoli del nordest del Brasile e, un tempo, fu l’epicentro economico del Paese. Il suo porto strategico e il commercio dello zucchero la resero una delle città più importanti dell’America portoghese.
La sua storia è strettamente legata alla colonizzazione, al commercio atlantico e all’occupazione olandese. Tra il 1630 e il 1654 fu la capitale di Nuova Olanda, la colonia neerlandese stabilita nel nordest del Brasile. In quel periodo furono costruiti ponti, canali ed edifici che ancora oggi fanno parte dell’identità urbana della città.
Qui batte il cuore della storia del Brasile, perché la città fu teatro di importanti rivoluzioni che hanno lasciato il segno nella sua fisionomia: chiese coloniali, fortificazioni, antiche strade portoghesi, edifici di influenza olandese e la prima sinagoga delle Americhe, la sinagoga Kahal Zur Israel. Con i suoi fiumi, ponti e isole urbane, Recife ha guadagnato persino il soprannome di “Venezia brasiliana”.
La città è anche uno dei grandi centri culturali del Paese. L’intenso meticciato che ha caratterizzato Pernambuco, crocevia di europei, africani e popolazioni indigene, ha lasciato in eredità il frevo, una musica e danza tradizionale, fatta di salti, acrobazie e giri che ricordano la capoeira. Con i loro ombrellini colorati, i ballerini di frevo, Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità secondo l’UNESCO, danno il ritmo e incarnano l’anima di questa città.
Il frevo raggiunge la sua massima espressione durante il Carnevale, quando le strade si riempiono di cortei, musicisti e milioni di partecipanti. Il simbolo più riconoscibile della festa è il grande gallo decorato del Galo de Madrugada, considerato uno dei più grandi cortei carnevaleschi del mondo.
Olinda, il gioiello coloniale
A appena sette chilometri da Recife, si trova Olinda, una delle città storiche più belle del Brasile. Fondata nel 1535, conserva un centro urbano coloniale dichiarato Patrimonio mondiale dall’UNESCO. Percorrere le sue strade acciottolate e ripide riporta ad altri tempi, grazie alle case coloniali dai colori vivaci e alle chiese barocche.
Dai belvedere dell’Alto da Sé si ammirano l’Atlantico, i tetti coloniali e, sullo sfondo, il profilo moderno di Recife. Durante il Carnevale, Olinda sfoggia un’altra delle sue grandi icone: i Bonecos Gigantes, enormi figure alte diversi metri che rappresentano personaggi storici, artisti, sportivi o politici e che sfilano per le strade accompagnate da migliaia di persone.
Se Fortaleza è sinonimo di spiagge, natura e turismo, Recife incarna la dimensione culturale e storica del Paese. La prima guarda al futuro dai suoi grattacieli affacciati sull’Atlantico; la seconda conserva le tracce di alcuni dei capitoli più decisivi della storia brasiliana.
Con collegamenti aerei diretti dall’Europa e un’offerta sempre più diversificata, entrambe le città si stanno affermando come due delle grandi porte d’ingresso a un Brasile che riserva ancora molte sorprese al viaggiatore internazionale.