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Tempeste solari, rischio radiazioni per i passeggeri aerei: l'allarme degli scienziati

Straordinaria vista aerea della Terra con un enorme uragano in rotazione, che mette in risalto la bellezza della meteorologia
Splendida vista aerea della Terra con un enorme uragano in rotazione che esalta la bellezza dei fenomeni meteorologici Diritti d'autore  Pixabay/Pexels
Diritti d'autore Pixabay/Pexels
Di Indrabati Lahiri
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Secondo i ricercatori, tempeste solari estreme potrebbero esporre passeggeri e personale di volo a livelli pericolosi di radiazioni e provocare guasti elettronici come quelli che l’anno scorso hanno tenuto a terra 6.000 aerei Airbus.

Il meteo spaziale estremo potrebbe esporre i passeggeri aerei a livelli elevati di radiazioni e causare significativi disagi ai voli, secondo un nuovo studio dell’Università di Surrey.

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La ricerca, condotta dal Surrey Space Centre (SSC), evidenzia che queste radiazioni possono colpire anche i sistemi di bordo e gli equipaggi.

Lo studio rileva che i livelli di radiazione possono aumentare sensibilmente alle quote di volo abituali, tra gli otto e i quattordici chilometri. Questo può innescare guasti nei sistemi elettronici degli aerei, con possibili rischi per la sicurezza del volo.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Journal of Space Weather and Space Climate.

Aumentano gli episodi di alta radiazione

Sebbene l’atmosfera offra una certa protezione dalle radiazioni, i passeggeri in volo restano comunque molto più esposti rispetto a chi si trova a terra. L’esposizione aumenta ulteriormente durante le tempeste solari o fenomeni come i brillamenti solari.

Negli ultimi anni gli episodi di tempeste solari sono aumentati, causando un corrispondente incremento dei livelli di radiazione.

Nel novembre 2025 una potente tempesta solare ha fatto salire per breve tempo le radiazioni fino a quasi dieci volte le condizioni normali alle quote di crociera, secondo i calcoli dell’SSC.

I sistemi degli aeromobili sono sempre più vulnerabili a questi fenomeni, perché le particelle ad alta energia provenienti dallo spazio possono interferire con l’elettronica di bordo.

Queste interazioni provocano i cosiddetti Single Event Upset (SEU), piccoli errori che possono accumularsi nel tempo fino a compromettere i sistemi critici.

Lo scorso anno Airbus ha temporaneamente messo a terra 6.000 dei suoi A320 dopo aver individuato, in un computer di controllo del volo, una vulnerabilità legata a intense radiazioni solari.

Il problema è emerso dopo che un volo JetBlue da Cancún a Newark è stato costretto a un atterraggio d’emergenza in Florida nell’ottobre 2025.

Oltre all’esposizione alle radiazioni, questi eventi possono creare gravi problemi operativi, aumentando il carico di lavoro dei piloti. Nei casi più estremi, il numero di SEU può passare da pochi all’ora a migliaia.

I rischi più elevati riguardano i voli polari, come la tratta tra London Heathrow e Vancouver International, dove durante forti tempeste geomagnetiche gli effetti possono farsi sentire molto più a sud, anche sopra il Regno Unito.

"Il recente stop agli Airbus A320 legato alle radiazioni cosmiche dimostra che il meteo spaziale non è un rischio teorico: sta già incidendo sull’aviazione. Man mano che i sistemi degli aeromobili diventano più avanzati e sempre più dipendenti dall’elettronica, comprendere e prepararsi a questi eventi sarà fondamentale per garantire la sicurezza del volo", ha dichiarato il dottor Fan Lei, senior research fellow al Surrey Space Centre e autore principale dello studio.

Un vuoto cruciale nella sicurezza aeronautica

Lo studio evidenzia un vuoto critico negli attuali sistemi di sicurezza aeronautica. Oggi la maggior parte delle procedure si concentra soprattutto sull’esposizione alle radiazioni in condizioni ordinarie e non tiene adeguatamente conto degli eventi estremi di meteo spaziale.

Una migliore integrazione dei dati sul meteo spaziale nella pianificazione dei voli, insieme a indicazioni più chiare, è essenziale per mantenere i viaggi aerei il più sicuri e affidabili possibile.

"Al momento il settore dell’aviazione non dispone di un metodo uniforme per valutare e affrontare i rischi legati al meteo spaziale estremo. Abbiamo introdotto una nuova scala delle radiazioni, più chiara e specifica per l’aviazione, per favorire decisioni meglio informate e aiutare gli operatori a intervenire rapidamente per proteggere passeggeri, equipaggi e sistemi critici di bordo", ha spiegato il professor Keith Ryden, responsabile del gruppo di ricerca Space Environment and Protection al Surrey Space Centre e coautore dello studio.

La scala dovrebbe offrire soglie più precise per stabilire quando, in presenza di eventi di meteo spaziale particolarmente intensi o dirompenti, sia necessario aumentare il monitoraggio, mettere a terra gli aerei o deviare le rotte.

"Una scala delle radiazioni atmosferiche era necessaria da tempo, perché gli attuali allarmi basati su eventi di protoni a bassa energia producono almeno dieci falsi allarmi per ogni allarme reale", ha sottolineato il professor Clive Dyer, visiting professor al Surrey Space Centre e coautore dello studio.

"La nuova scala si basa su misurazioni di protoni ad alta energia nello spazio e su monitor di neutroni al livello del suolo, come quelli installati a Surrey, Lerwick e Camborne, e calibra la dose per l’uomo e la frequenza degli upset avionici partendo dallo studio sull’evento del febbraio 1956. In combinazione con i nostri modelli di radiazione (MAIRE) e i sistemi di monitoraggio (SAIRA) installati sugli aeromobili, dovrebbe fornire la base per una risposta proporzionata", ha aggiunto Dyer.

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