La Commissione europea ha messo nel mirino lo scroll infinito e l’autoplay su Instagram e Facebook, accusando Meta di non aver ridotto i rischi per la salute mentale degli utenti, compresi i minori.
La Commissione europea ha riscontrato in via preliminare una violazione del Digital Services Act (DSA) da parte di Meta per il design ritenuto assuefacente di Instagram e Facebook, aprendo la strada a una multa da miliardi di euro.
L’accertamento annunciato venerdì riguarda funzioni come lo scorrimento infinito, la riproduzione automatica, le notifiche push e gli algoritmi di raccomandazione altamente personalizzati, strumenti che secondo i regolatori portano gli utenti in una sorta di “modalità pilota automatico” e alimentano un uso compulsivo.
«La tutela della salute fisica e mentale degli europei deve essere una priorità per le piattaforme di social media», ha dichiarato in una nota Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione per la Sovranità tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia.
«Il Digital Services Act offre un quadro chiaro per chiamare le piattaforme a rispondere del design assuefacente e degli effetti dei loro servizi. Siamo pienamente impegnati a far rispettare la nostra legislazione in Europa», prosegue il comunicato.
L’indagine della Commissione, avviata a maggio 2024, ha rilevato che Meta non ha valutato in modo adeguato i rischi che le sue piattaforme comportano per il benessere fisico e mentale degli utenti, in particolare minorenni e adulti vulnerabili.
Gli investigatori hanno riscontrato che l’azienda ha ignorato i dati sul tempo che gli adolescenti trascorrono su Instagram e Facebook di notte, e su come l’ottimizzazione di formati come reels e stories possa portare a un uso eccessivo o compulsivo.
Le tutele già previste da Meta sono state giudicate insufficienti. Secondo la Commissione, gli strumenti di gestione del tempo, inclusi quelli attivati di default per gli adolescenti, possono essere facilmente aggirati e non riducono in modo significativo l’utilizzo.
I controlli parentali, inoltre, risultano efficaci solo per i genitori con competenze tecniche e tempo sufficienti per usarli, un presupposto che secondo i regolatori ne riduce fortemente il valore.
Sono necessari ulteriori cambiamenti nel design
La Commissione ha chiesto a Meta di introdurre modifiche strutturali al design di entrambe le piattaforme, tra cui la disattivazione di default di funzioni come la riproduzione automatica e lo scorrimento infinito, l’introduzione di pause efficaci nel tempo davanti allo schermo e l’adeguamento dei sistemi di raccomandazione per renderli meno orientati al coinvolgimento.
Le conclusioni preliminari non anticipano l’esito finale. Meta ha ora il diritto di esaminare i documenti dell’indagine della Commissione e rispondere per iscritto prima di qualsiasi decisione di non conformità.
Se le risultanze saranno confermate, Meta rischia una multa fino al 6% del fatturato annuo mondiale totale, una cifra che potrebbe superare i 12 miliardi di dollari (11 miliardi di euro) sulla base dei ricavi 2025 dell’azienda, poco inferiori a 201 miliardi di dollari.
Si tratta dell’ultima di una serie di azioni avviate in base al DSA contro le grandi piattaforme.
Le prime due multe previste dalla legge sono state una sanzione di 120 milioni di euro inflitta a X, la piattaforma di Elon Musk, a dicembre, e una sanzione ancora più elevata da 200 milioni di euro contro il colosso cinese dell’e-commerce Temu a maggio.
L’indagine procede in parallelo a un altro procedimento sulle misure di verifica dell’età adottate da Meta per gli under 13, per cui le conclusioni preliminari sono state approvate ad aprile.