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Sempre più persone si informano sui social rispetto ai media tradizionali, secondo uno studio

ARCHIVIO - Un'adolescente guarda il cellulare a Londra, il 15 giugno 2026. (Foto AP/Kin Cheung)
Foto d'archivio - Un'adolescente guarda il telefono cellulare a Londra, 15 giugno 2026. (AP Photo/Kin Cheung) Diritti d'autore  Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved
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Di Anna Desmarais
Pubblicato il
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Il 54% delle persone ha dichiarato di usare i social media come fonte di notizie almeno una volta alla settimana, contro il 51% che si affida ai media tradizionali, come TV, radio o siti di informazione.

I social media sono diventati la principale fonte di informazione al mondo per tutti i gruppi di popolazione, superando per la prima volta i canali tradizionali, secondo un ampio rapporto dell’Università di Oxford, nel Regno Unito.

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Il Digital News Report (fonte in inglese) (Rapporto sulle notizie digitali), pubblicato martedì, si basa su un sondaggio tra 100.000 utenti dell’informazione in 48 Paesi sulle loro fonti. I social sono in crescita da anni tra i giovani, ma il rapporto sottolinea che è la prima volta che diventano una fonte primaria in tutti i mercati e per tutte le fasce d’età.

Il 54% degli intervistati ha dichiarato di aver usato i social media per informarsi nell’ultima settimana, contro il 51% che si è affidato ai media tradizionali, come televisione, radio o siti di notizie.

A livello globale, il 30% del campione indica social media e piattaforme video come principale fonte di notizie, in aumento rispetto al 22% del 2020.

La quota sale al 52% se si considerano solo i giovani tra i 18 e i 24 anni, 32 punti in più rispetto alla seconda fonte principale più diffusa.

Le fonti tradizionali, come i telegiornali e le app dedicate, hanno perso rispettivamente 13 e 12 punti dal 2020, mentre l’uso dei social media è aumentato in 22 dei 48 mercati analizzati.

Le ragioni di questo cambiamento sono diverse, osserva il rapporto. Alcuni utenti ritengono che i social siano semplicemente un luogo migliore per informarsi, altri dicono di guardare meno televisione rispetto al passato.

Il rapporto descrive l’ascesa dei social media come “più una deriva graduale che una svolta improvvisa, ma comunque un passaggio importante”, si legge nel documento.

I mezzi tradizionali restano comunque in vantaggio sui social media nel Regno Unito, in Germania, Svezia, Finlandia, Repubblica Ceca, Austria, Belgio, Paesi Bassi, Irlanda e Croazia, oltre che in alcuni Paesi asiatici.

In questi Paesi la fiducia dell’opinione pubblica nelle istituzioni mediatiche tradizionali è più ampia rispetto ad altri contesti e, in media, gli utenti dei social dipendono meno dai singoli creator per informarsi, rileva il rapporto.

Chi usa i social per le notizie continua spesso a rivolgersi a canali e testate affermate, ma il rapporto sottolinea che gli operatori dell’informazione “devono lottare duramente per mantenere la propria quota di pubblico”.

Nei Paesi dove dominano i social media non mancano le critiche al modo in cui i media tradizionali hanno raccontato i conflitti, come la guerra in Iran o quella tra Israele e Hamas a Gaza.

Per esempio, quasi il 40% degli under 35 ritiene che i social siano il modo migliore per seguire le notizie sulla guerra in Iran, mentre gli over 35 preferiscono la televisione o i siti di informazione.

Il rapporto rileva anche che il 10% delle persone ha usato l’intelligenza artificiale (IA) come fonte di notizie nell’ultima settimana, segno che per ora questa modalità non è ancora decollata.

Lo studio avverte però che le recenti modifiche al motore di ricerca di Google, che danno priorità alla “modalità IA”, potrebbero modificare le abitudini di consumo delle notizie.

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