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Telegram, rete di abusi tra Italia e Spagna: diffusi contenuti sessuali e materiale pedopornografico

ARCHIVIO - Il logo dell'app di messaggistica Telegram su uno schermo di notebook a Monaco di Baviera, Germania, il 17 ottobre 2022.
FILE - Il logo dell'app di messaggistica Telegram su uno schermo di notebook a Monaco di Baviera, Germania, il 17 ottobre 2022 Diritti d'autore  AP Photo/Matthias Schrader
Diritti d'autore AP Photo/Matthias Schrader
Di Anna Desmarais
Pubblicato il
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Un report rivela una rete da 25mila utenti su Telegram che diffonde contenuti sessuali senza consenso tra Italia e Spagna. Coinvolti anche minori: allarme Ue

Una vasta rete composta da quasi 25 mila persone ha diffuso contenuti sessuali senza consenso e materiale pedopornografico tra Italia e Spagna attraverso la piattaforma di messaggistica Telegram. A rivelarlo è un nuovo report pubblicato da AI Forensics, che parla di un vero e proprio “ecosistema di abuso su larga scala”.

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Lo studio si basa sull’analisi di circa 2,8 milioni di messaggi scambiati in 16 gruppi Telegram nell’arco di sei settimane. Secondo i ricercatori, la maggior parte degli utenti coinvolti sarebbe composta da giovani uomini eterosessuali che condividono immagini e video di donne, spesso partner, ex partner o conoscenti, senza il loro consenso. Nei casi più gravi, il materiale include contenuti che coinvolgono minori in scenari estremamente violenti.

L’indagine arriva in un momento di crescente attenzione europea sul tema. Il mese scorso, il Parlamento europeo ha sostenuto il divieto di sistemi di intelligenza artificiale in grado di “spogliare” digitalmente le persone, creando immagini nude false senza consenso. Un fenomeno che contribuisce ad amplificare la diffusione di abusi online.

Secondo i dati dell’Istituto europeo per l'uguaglianza di genere, una donna su tre nell’Unione europea ha subito violenza sessuale dall’età di 15 anni, includendo anche forme di violenza digitale.

Un sistema organizzato e a pagamento

Il report evidenzia come i contenuti vengano spesso ottenuti da scambi privati su piattaforme come Instagram e WhatsApp. Successivamente, vengono caricati su Telegram e distribuiti attraverso canali a pagamento.

Gli amministratori di questi gruppi monetizzano i contenuti chiedendo fino a 50 euro per l’accesso completo agli archivi, oppure proponendo abbonamenti mensili da circa 5 euro. All’interno dei canali vengono anche pubblicizzati bot in grado di generare nuove immagini manipolate tramite Intelligenza artificiale, aumentando ulteriormente la quantità di materiale illecito.

Le vittime sono spesso identificabili: i loro nomi vengono indicati, accompagnati da tag e link diretti ai profili social, rendendo possibile rintracciarle facilmente. I contenuti vengono poi rilanciati anche su altre piattaforme, tra cui TikTok e nuovamente Instagram, mentre Reddit viene utilizzato come canale di reclutamento per indirizzare nuovi utenti verso i gruppi Telegram.

Secondo AI Forensics, il fenomeno ha raggiunto circa 52 mila persone: oltre 27 mila in Italia e circa 25 mila in Spagna. Un dato che dimostra come la diffusione di questi contenuti superi facilmente i confini nazionali, configurandosi come un problema strutturale a livello europeo.

Moderazione insufficiente e richieste all’Ue

Nonostante alcuni gruppi siano stati chiusi da Telegram dopo le segnalazioni, il report evidenzia come questi vengano spesso ricreati nel giro di poche ore, talvolta con gli stessi nomi. Per questo motivo, l’organizzazione giudica “insufficienti” le attuali pratiche di moderazione della piattaforma.

Tra le raccomandazioni principali, AI Forensics chiede un rafforzamento dei sistemi di segnalazione e un’applicazione più rigorosa delle regole, in particolare per quanto riguarda i servizi a pagamento che consentono la monetizzazione dei contenuti illegali.

L’organizzazione invita inoltre la Commissione europea a classificare Telegram come Very large online platform (Vlop) nell’ambito del Digital Services Act. Questa designazione comporterebbe obblighi più stringenti, come maggiore trasparenza sugli algoritmi e valutazioni sistematiche dei rischi legati ai contenuti dannosi.

Infine, viene chiesto di rafforzare anche l’AI Act per facilitare la rimozione rapida di materiale pedopornografico e contenuti diffusi senza consenso.

Dal canto suo, Telegram afferma nei propri termini di servizio di vietare esplicitamente contenuti pedopornografici e non consensuali, e di utilizzare sia sistemi automatizzati sia moderatori umani per contrastare gli abusi. Gli utenti possono segnalare contenuti illeciti, e la piattaforma può sospendere o eliminare account, gruppi e canali in caso di violazioni gravi.

Tuttavia, secondo il report, le misure attuali non sono sufficienti a fermare un fenomeno che continua a espandersi rapidamente, alimentato dalla tecnologia e da modelli di business che ne incentivano la diffusione.

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