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Il caro-energia spaventa l'Europa, si torna a parlare di tassare gli extra-profitti delle aziende energetiche

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni partecipa a una conferenza stampa congiunta con il presidente francese Emmanuel Macron durante un vertice franco-italiano ad Antibes, nel giugno 2026.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni partecipa a una conferenza stampa congiunta con il presidente Emmanuel Macron al vertice franco-italiano di Antibes, giugno 2026. Diritti d'autore  AP Photo / Manon Cruz
Diritti d'autore AP Photo / Manon Cruz
Di Marta Pacheco
Pubblicato il
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Come i leader europei stanno tentando di proteggere i consumatori dallo shock dei prezzi causato dagli attacchi a un gasdotto usato dall'Arabia Saudita come alternativa allo stretto di Hormuz. I provvedimenti presi e quelli che sono ancora sul tavolo

I leader europei si stanno di nuovo affrettando a correre ai ripari di fronte all'aumento del prezzo del petrolio, mentre le spedizioni saudite subiscono ritardi o cancellazioni a causa della nuova escalation del conflitto in Medio Oriente, alimentando il timore di nuovi rincari alla pompa in molte capitali.

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L'ultimo shock arriva dall'Arabia Saudita, dove gli attacchi degli Houthi e di gruppi iracheni hanno imposto la chiusura temporanea dell'oleodotto Est-Ovest, lungo 1.200 chilometri, una rotta cruciale pensata per aggirare lo stretto di Hormuz.

Se dovesse protrarsi, l'interruzione potrebbe mettere a rischio fino al 4% dell'offerta mondiale di greggio, dopo che in agosto la produzione saudita è già crollata ai minimi da oltre trent'anni. Nel frattempo il Brent è tornato a scambiare sopra quota 113 dollari al barile, spinto dai crescenti rischi sull'offerta.

Per Francia e Italia, entrambe attese alle urne nel 2027 per elezioni cruciali, l'impennata dei prezzi dell'energia è un tema politico interno centrale, mentre gli elettori si preparano a giudicare i governi sul potere d'acquisto.

In Francia l'aumento dei costi dell'energia e dei carburanti pesa già sul morale dei consumatori: in agosto l'inflazione ha raggiunto il 2,7%, con l'energia tra i principali fattori.

Problema analogo in Italia, dove l'inflazione di agosto è salita al 3,3%, trainata in larga parte dall'energia, mentre i prezzi di benzina e diesel sono schizzati verso l'alto.

Come si sta muovendo il governo Macron per far fronte al caro-carburanti in Francia

Mercoledì sera il presidente Emmanuel Macron ha annunciato una "mobilitazione" per affrontare il caro-carburante, spiegando che la Francia sta lavorando per assicurarsi le forniture di petrolio e ridurre la pressione sugli automobilisti.

Macron ha inoltre legato in modo diretto la sicurezza energetica alla diplomazia in Medio Oriente, sostenendo dopo il colloquio di questa settimana con il primo ministro iracheno, che servono rotte alternative allo stretto di Hormuz e una de-escalation regionale per proteggere i consumatori francesi.

"La priorità: ripristinare la libertà di navigazione nello stretto di Hormuz, un'arteria vitale per il transito del petrolio, proteggere le infrastrutture energetiche dei nostri partner e mettere in sicurezza la produzione. È essenziale garantire le nostre forniture. Stiamo lavorando con i partner della coalizione per assicurare la libertà di navigazione nello stretto di Hormuz", ha scritto Macron su X.

Il presidente francese ha aggiunto che il lavoro portato avanti insieme ai "partner della coalizione per la libertà di navigazione" attraverso Hormuz punta ad aprire rotte alternative, ridurre la dipendenza da questo passaggio strategico e garantire le forniture.

Cos'ha fatto il governo Meloni per far fronte al caro-carburante

Nel frattempo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato nella notte l'abolizione del bollo auto per le vetture di piccola e media cilindrata, definendolo una delle imposte più odiate dagli italiani.

"Abbiamo scelto di destinare una parte delle risorse finora utilizzate per fronteggiare il caro-carburante a una misura semplice e strutturale, pensata soprattutto per chi usa ogni giorno auto e moto per lavorare, accompagnare i figli o spostarsi", ha scritto Meloni su X.

La leader italiana ha sottolineato che l'esenzione dal bollo auto sarà mantenuta oltre il 2027, precisando che la misura è pensata come "strutturale e permanente".

Meloni ha inoltre chiesto alla Commissione europea di trattare la crisi energetica come un'emergenza di difesa e di allentare le regole di bilancio a cui devono attenersi gli Stati membri.

Parallelamente Roma ha già adottato misure per accelerare i progetti nazionali di petrolio e gas, presentando esplicitamente l'aumento della produzione come parte di una più ampia strategia di sicurezza energetica.

La Spagna ha raddoppiato dal 1º settembre il taglio delle accise sul diesel a 20 centesimi al litro, dopo che in luglio il prezzo del gasolio è balzato del 15,7%, attivando un meccanismo automatico nel pacchetto anticrisi del governo.

Il ministro dell'Economia Carlos Cuerpo incontra giovedì a Madrid le parti sociali per valutare l'impatto della guerra sulla Spagna.

Come la Germania di Merz si prepara a intervenire sul caro-carburanti

Il cancelliere Friedrich Merz ha dichiarato di recente che Berlino presenterà "presto" misure per attenuare l'impatto dei prezzi record dei carburanti. Giovedì benzina e diesel viaggiavano a 2,45 euro al litro, secondo il General German Automobile Club (Adac).

Come per qualsiasi altro Paese, però, la forte dipendenza della Germania dalle importazioni di energia lascia al governo pochi margini per incidere sul prezzo internazionale.

Dopo la pesante perdita di seggi subita alle ultime elezioni regionali a favore dell'estrema destra di Alternativa per la Germania, la Cdu di Merz deve trovare un equilibrio delicato per non alienarsi ulteriormente l'elettorato.

Merz ha inoltre inquadrato la questione come un problema da affrontare con un coordinamento internazionale, avvertendo che l'espansione del controllo degli Houthi intorno allo stretto di Bab el-Mandeb minaccia le esportazioni di petrolio saudite e di altri Paesi della regione e irrigidisce ulteriormente i mercati energetici mondiali.

"Gli Houthi controllano ormai posizioni strategiche intorno allo stretto di Bab el-Mandeb e attaccano le infrastrutture energetiche in Arabia Saudita; ciò aggrava ulteriormente la situazione sui mercati energetici internazionali", ha dichiarato Merz in conferenza stampa il 14 settembre.

Qual è il nodo dei prezzi del carburante e cosa dobbiamo aspettarci

Interrogato sul rischio che l'Europa si avvicini a uno shock di offerta, un portavoce della Commissione ha spiegato che la vera emergenza riguarda i prezzi più che eventuali carenze di diesel, sottolineando che finora nessuno Stato membro ha segnalato problemi per la sicurezza degli approvvigionamenti.

"Al momento non c'è alcun problema di approvvigionamento nell'Ue", ha dichiarato a Euronews la portavoce Anna-Kaisa Itkonen. "La domanda di carburante per aerei e diesel in Europa continua a essere soddisfatta grazie a una maggiore produzione delle raffinerie europee, così come da forniture alternative dai mercati globali".

Itkonen ha però riconosciuto che l'evoluzione del conflitto in Medio Oriente, insieme ai consueti picchi stagionali di domanda in autunno e inverno, potrebbe incidere sulle prossime settimane e mesi e rendere i mercati ancora più tesi.

"Non siamo ancora in una situazione che richieda l'utilizzo delle riserve strategiche e continuiamo a monitorare l'evoluzione insieme agli Stati membri e all'industria", ha aggiunto.

La Commissione ha comunque ricordato di aver invitato i Paesi Ue ad attenuare l'impatto dei prezzi intervenendo sulla fiscalità, che incide in modo determinante sui costi dell'energia, ribadendo che non rientra nelle sue competenze influenzare il prezzo del petrolio a livello globale.

Secondo Homayoun Falakshashi, responsabile dell'analisi del greggio presso la società di intelligence di mercato Kpler, l'interruzione saudita – che riguarda fino a 5,5 milioni di barili al giorno – potrebbe essere meno grave del previsto, poiché le autorità di Riad hanno fatto sapere che i lavori sull'oleodotto danneggiato sono iniziati.

"Sono a rischio fino a 3,5-4 milioni di barili al giorno di export, ma anche circa 1,5 milioni di barili al giorno che alimentano le raffinerie dell'Arabia Saudita occidentale, quindi la dinamica è rialzista anche per il diesel", ha spiegato Falakshashi a Euronews, riferendosi a un probabile aumento dei prezzi al di là dei volumi disponibili.

Falakshashi ha però stimato che i flussi potrebbero tornare a 3-4 milioni di barili al giorno, rispetto ai 5,5 milioni precedenti.

"Dall'altra parte sentiamo dire che le operazioni di carico a Yanbu stanno proseguendo, ma non possiamo ancora confermarlo. La domanda chiave è quindi quante quantità si possano imbarcare dalla costa orientale (Ras Tanura) e se questi volumi riusciranno a uscire dal Golfo Persico".

Perché in UE si torna a parlare di tassare gli extraprofitti delle aziende energetiche

Con i prezzi alle stelle e l'inflazione in aumento, cresce il consenso per una tassa sugli extraprofitti, evocata da diversi eurodeputati e leader europei a margine del discorso sullo Stato dell'Unione pronunciato da Ursula von der Leyen il 16 settembre.

Nel suo intervento davanti alla plenaria di Strasburgo, la presidente del gruppo dei Socialisti e Democratici, Iratxe García Pérez, ha proposto di introdurre una tassazione degli extraprofitti delle compagnie energetiche per finanziare un programma di sostegno sociale.

"La guerra di Trump e Netanyahu contro l'Iran ha rafforzato gli ayatollah e fatto impennare il costo della vita", ha affermato. "Acceleriamo sulle rinnovabili. E facciamo contribuire chi trae beneficio da questa crisi".

García ha spiegato che il gettito servirebbe ad aiutare le famiglie vulnerabili a pagare le bollette elettriche, riempire il carrello della spesa, fare benzina e riscaldare le proprie abitazioni.

Parole rilanciate anche dalla sua omologa dei Verdi, Terry Reintke, secondo cui le aziende energetiche continuano a fare profitti sull'eccezionale crisi energetica europea, scaricando il conto più salato sui consumatori.

In agosto Germania, Spagna, Portogallo, Italia, Polonia e Austria hanno chiesto alla presidenza irlandese dell'Ue di inserire un meccanismo comune sugli extraprofitti all'ordine del giorno della riunione dei ministri delle Finanze di settembre, in programma il 22.

Esther Lynch, segretaria generale della Confederazione europea dei sindacati, che rappresenta milioni di lavoratori nell'Ue, ha definito l'introduzione di tasse sugli extraprofitti "una questione di giustizia" necessaria per fermare le speculazioni sui prezzi e alleviare la pressione sul costo della vita per chi lavora.

"È ormai chiaro da tempo che le imprese energetiche stanno sfruttando la crisi geopolitica per fare cassa a spese dei lavoratori, che subiscono da mesi una crisi del costo della vita", ha dichiarato Lynch a Euronews.

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