Il commissario al Commercio Šefčovič avverte Pechino: senza un'intesa concreta sul riequilibrio dei mercati, l'Unione Europea è pronta ad attivare nuovi strumenti di difesa commerciale
Pechino ha tempo fino a ottobre per produrre "risultati concreti", altrimenti rischia "misure più severe". È il duro monito lanciato dal commissario europeo al Commercio, Maroš Šefčovič, in un'intervista esclusiva a Euronews, mentre Bruxelles fissa una scadenza precisa per abbattere il record di surplus commerciale della Cina con l'Unione Europea.
Con i colloqui già nel vivo, Šefčovič ha chiarito che la partita supera i confini del semplice commercio: in gioco c'è il futuro stesso dell'industria europea. Le prossime due settimane saranno decisive e vedranno un vertice in videoconferenza a metà settembre tra il responsabile UE e l'omologo cinese Wang Wentao.
La pressione dei 27 e lo "strumento di diversificazione"
"È una questione altamente politica", ha dichiarato Šefčovič, ribadendo la linea della presidente della Commissione Ursula von der Leyen, secondo cui il dialogo è utile solo se porta a frutti reali. In caso contrario, Bruxelles è pronta a schierare i propri strumenti di difesa commerciale.
Pur senza svelare i dettagli delle possibili ritorsioni, Šefčovič ha confermato che l'UE sta finalizzando uno "strumento di diversificazione" ideato su misura per il mercato cinese, forte di una compattezza tra i 27 Paesi membri mai vista prima.
"I Paesi UE vogliono capire in che direzione ci stiamo muovendo e pretendono uno schema pilota di soluzione", ha spiegato il commissario. "Sto lavorando per ottenerlo tramite i negoziati, ma servono fatti. In caso contrario, la spinta politica per adottare contromisure più dure sarà inevitabile."
Šefčovič volerà in Cina a ottobre, poco prima del vertice dei leader europei a Bruxelles, dove il dossier economico con Pechino sarà al centro dell'agenda. Oramai, tutti i 27 Stati membri registrano un deficit commerciale nei confronti del colosso asiatico.
Sul filo del rasoio di una guerra commerciale
L'ombra di uno scontro aperto tra Bruxelles e Pechino si allunga da mesi, tra restrizioni europee contro le aziende cinesi e minacce di ritorsione da parte di Pechino. In questi giorni una delegazione di funzionari UE è stata in missione nella capitale cinese per far progredire le trattative.
Nel frattempo, la Commissione non ha congelato le proprie armi: durante l'estate sono state intensificate le inchieste sulle presunte pratiche sleali di Pechino.
Šefčovič ha ammesso che riequilibrare l'accesso al mercato cinese non avverrà dall'oggi al domani. Tuttavia, per evitare l'escalation, entro ottobre servirà almeno un accordo quadro — una "prova di fattibilità" — che permetta di passare alla fase attuativa. I settori chiave sotto la lente di Bruxelles restano automotive, dispositivi medici e agroalimentare.
"I nostri negoziati stanno raggiungendo un'intensità senza precedenti", ha concluso Šefčovič. "Non abbiamo mai parlato con i nostri interlocutori cinesi così spesso e così a fondo come oggi."