Colpo da film al museo di Messina nella serata del 15 agosto: rubate tre tavole del Polittico di San Gregorio e una preziosa tavoletta attribuita ad Antonello da Messina
A Ferragosto si fermano le città, si svuotano le strade e iniziano le vacanze. Ma, a quanto pare, non vanno in ferie i ladri d’arte. Nel giro di poche ore l’Italia si è ritrovata al centro di due vicende che hanno per protagonisti alcuni dei nomi più importanti della storia della pittura: da una parte il recupero di opere di Paul Cézanne, Henri Matisse e Pierre-Auguste Renoir, dall’altra un clamoroso furto al museo di Messina, dove sono state portate via quattro tavole attribuite ad Antonello da Messina.
Due episodi distinti e senza, al momento, alcun elemento che li colleghi. Ma con un curioso denominatore comune: i capolavori dell’arte sono finiti sotto i riflettori proprio nei giorni di Ferragosto.
Il furto a Messina nella notte del 15 agosto
Il caso più recente arriva dalla Sicilia. Nella serata di sabato 15 agosto, alcuni ladri sono riusciti a entrare nelle sale del Museo Regionale Interdisciplinare di Messina, il MuMe, e a impossessarsi di opere di enorme valore storico e artistico.
Il bottino comprende tre delle cinque tavole superstiti del Polittico di San Gregorio, realizzato da Antonello da Messina nel Quattrocento, e una preziosa tavoletta bifronte, anch’essa attribuita al maestro messinese.
Un'azione che, stando alle prime informazioni, sarebbe stata tutt'altro che improvvisata. I malviventi sono riusciti a superare i sistemi di sicurezza e ad arrivare direttamente alle opere. La tavoletta bifronte è stata addirittura estratta da una teca blindata e portata via.
Sul posto sono arrivati gli investigatori e gli specialisti della Polizia Scientifica, impegnati nei rilievi per capire come sia stato possibile entrare nel museo, aggirare i sistemi di protezione e uscire con un bottino di questo calibro.
Il Polittico di San Gregorio mutilato
Tra le opere rubate ci sono tre pannelli del Polittico di San Gregorio, uno dei lavori più importanti di Antonello e un pezzo particolarmente prezioso per Messina.
Realizzato nel 1473, il polittico era destinato alla chiesa di San Gregorio. Oggi ne sopravvivono cinque tavole, dopo la perdita di una sesta parte. Il complesso comprende la Madonna con il Bambino e figure di santi, oltre alle due tavole dell’Annunciazione.
Con il furto di tre pannelli, dunque, il museo non perde semplicemente alcuni dipinti: viene smembrato un capolavoro già arrivato fino a noi in forma incompleta.
E poi c'è la tavoletta bifronte
Nel bottino è finita anche una piccola opera dal grande valore: una tavoletta dipinta su entrambi i lati.
Su una faccia compare la Madonna con il Bambino e un francescano orante, mentre sull'altra è raffigurato il Cristo in pietà. Un'opera particolarmente interessante anche perché permette di osservare la pittura di Antonello in una dimensione più intima rispetto alle grandi pale d'altare.
Ed è proprio questa la caratteristica che rende il furto ancora più delicato: più un'opera è riconoscibile e di grande valore, più è difficile da piazzare sul mercato legale. Per questo gli investigatori dovranno ora seguire anche eventuali piste legate al mercato clandestino internazionale.
I commenti
"Siamo sconvolti per quello che è accaduto, erano alcune delle opere più importanti e note di Antonello da Messina. Una grande perdita per il museo, per la città, la comunità e il mondo dell'arte" ha detto la direttrice del museo regionale di Messina Marisa Mercurio che ha aggiunto: "Ci sono indagini in corso da parte delle forze dell'ordine e speriamo riescano ad arrestare i responsabili. Il furto è stato ieri intorno alle 21.50. Purtroppo sono riusciti ad eludere i sistemi d'allarme e tutti i sistemi di sicurezza".
"Sottrarre opere di questo valore significa colpire non solo il patrimonio artistico, ma la memoria, la cultura e l'identità della comunità messinese" ha dichiarato il sindaco Federico Basile. Basile esprime fiducia nelle Forze dell'Ordine e auspica il rapido recupero delle opere. "Antonello è Messina e Messina è anche Antonello - sottolinea -. Queste opere appartengono alla storia della nostra città e rappresentano un patrimonio che non può essere disperso".
Chi è Antonello da Messina
Antonello da Messina è uno dei grandi protagonisti della pittura italiana del Quattrocento. Nato a Messina intorno al 1430, riuscì a creare una sintesi originale tra la tradizione italiana e le innovazioni della pittura fiamminga, soprattutto nell'uso della luce, nella precisione dei dettagli e nella resa dei volti.
La sua fama superò rapidamente i confini della Sicilia. Antonello lavorò in diverse città italiane e il suo soggiorno a Venezia, nella seconda metà degli anni Settanta del Quattrocento, ebbe un'importanza decisiva per la pittura dell'epoca.
Tra le sue opere più celebri ci sono i ritratti, la Vergine Annunciata e il San Sebastiano. Ma per Messina il Polittico di San Gregorio ha un significato speciale: è infatti una delle testimonianze più importanti del legame tra il pittore e la sua città natale.
Ferragosto, giorni caldi anche per i ladri d'arte
Il furto di Messina arriva mentre un'altra storia legata ai capolavori rubati tiene banco in Italia.
Il 14 agosto, i Carabinieri hanno mostrato le tre opere recuperate dopo un'indagine: “Tasse et plat de cerises” di Paul Cézanne, un disegno a matita e acquerello; “Odalisque sur la terrasse” di Henri Matisse, una stampa a colori; e “Les Poissons” di Pierre-Auguste Renoir.
Tre nomi che da soli raccontano il peso del bottino: Cézanne, Matisse e Renoir sono tra gli artisti più importanti della storia dell'arte moderna. Le opere erano state recuperate nell'ambito di un'operazione dei Carabinieri a Parma.
E appena un giorno dopo, il 15 agosto, ecco un nuovo caso, questa volta a Messina.
Nessun collegamento tra i due episodi, ma la coincidenza temporale è sorprendente: mentre da una parte le forze dell'ordine recuperavano capolavori finiti nelle mani dei trafficanti, dall'altra qualcuno riusciva a entrare in un museo e a portarsi via alcune delle opere più preziose della collezione.
Ora la priorità è ritrovare i capolavori
Le indagini dovranno chiarire innanzitutto come sia stato organizzato il colpo e quali falle abbiano permesso ai ladri di arrivare alle opere.
Per gli investigatori sarà fondamentale ricostruire ogni passaggio: dall'ingresso nel museo alla rimozione delle opere, fino alla fuga. Ma c'è anche un'altra corsa contro il tempo: impedire che i dipinti escano dall'Italia e finiscano nel mercato clandestino internazionale.
Perché un capolavoro può essere piccolo, trasportabile e apparentemente facile da nascondere. Ma quando porta la firma di Antonello da Messina, è anche un'opera praticamente impossibile da far sparire per sempre.