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Munizioni, nuovi impianti e proteste: il caso Colleferro-Anagni dopo l'esplosione

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Logo di KNDS Diritti d'autore  AP Photo/Matthias Schrader
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Di Euronews
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Dopo l’esplosione di Colleferro, riflettori sul progetto KNDS Ammo Italy ad Anagni: nuova produzione di nitrogelatina, riarmo e proteste dei comitati

Un incendio seguito da una violenta esplosione ha riacceso i riflettori sulla KNDS Ammo Italy di Colleferro, nel Lazio, l’ex Simmel Difesa, proprio mentre cresce il confronto sul potenziamento della produzione militare nell’area della Valle del Sacco. L’incidente è avvenuto il 13 agosto nello stabilimento di via Ariana, dove vengono prodotti e stoccati munizionamenti di medio e grosso calibro.

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Il rogo sarebbe partito dal reparto di pressatura delle polveri, provocando una deflagrazione avvertita a chilometri di distanza. Le fiamme hanno interessato un’area circoscritta dell’impianto. I 24 lavoratori presenti sono stati messi in sicurezza e non risultano feriti. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, carabinieri, Protezione civile e personale sanitario. La Procura di Velletri ha avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica e stabilire l’origine dell’incendio.

L’episodio arriva in un territorio che conosce bene i rischi legati alla presenza di industrie che lavorano materiali esplosivi. Nel 2007, quando lo stabilimento era ancora denominato Simmel Difesa, un’esplosione provocò la morte di un operaio e il ferimento di altri lavoratori. La documentazione tecnica disponibile sul sito dell’ISPRA relativa agli impianti classifica tra gli scenari incidentali di riferimento proprio esplosioni e incendi.

Da Colleferro ad Anagni, il nodo del riarmo

La vicenda di Colleferro si intreccia con un altro progetto della KNDS Ammo Italy, quello previsto nello stabilimento di Anagni, in provincia di Frosinone. L’impianto, anch’esso ex Simmel, è attualmente destinato ad attività di demilitarizzazione. Il progetto prevede invece una riconversione verso la produzione di nitrogelatina, materiale utilizzato nella filiera delle polveri propellenti per munizioni.

L’iniziativa è collegata al programma europeo ASAP (Act in Support of Ammunition Production), nato per aumentare la capacità produttiva europea di munizioni. Il progetto RALLO coinvolge diversi Paesi e ha ottenuto un finanziamento complessivo di oltre 41 milioni di euro, con circa 24,5 milioni destinati a KNDS Ammo Italy. A regime, l’impianto di Anagni dovrebbe produrre circa 150 chili di nitrogelatina all’ora.

Il piano prevede inoltre la realizzazione di nuovi capannoni nell’area industriale di Anagni. La materia prima prodotta nel sito ciociaro sarebbe destinata anche allo stabilimento di Colleferro, creando una filiera integrata tra i due impianti. È proprio questo aspetto ad alimentare le preoccupazioni dei comitati locali, che contestano l’aumento delle attività legate alla produzione bellica in un territorio già segnato da una lunga storia industriale e da problematiche ambientali.

La protesta dei comitati

Dopo l’esplosione di Colleferro, le associazioni contrarie al progetto di Anagni hanno rilanciato le proprie richieste di maggiore trasparenza e sicurezza. Il timore espresso dai comitati riguarda non soltanto gli impianti, ma anche la gestione e il trasporto delle sostanze esplosive tra i diversi siti della zona.

La questione si inserisce inoltre nel più ampio dibattito sul rafforzamento dell’industria europea della difesa. KNDS Ammo Italy è infatti un fornitore rilevante di munizionamento per le Forze armate italiane e per altri Paesi. Documenti del Ministero della Difesa mostrano, ad esempio, una commessa da circa 16 milioni di euro assegnata all’azienda per munizionamento navale da 76 millimetri, con l’urgenza della fornitura motivata anche dal contesto internazionale.

Lo stabilimento di Colleferro è inoltre ufficialmente classificato come impianto a rischio di incidente rilevante. Il Comune indica tra le attività la produzione di manufatti esplosivi destinati alla difesa e prevede, in caso di emergenza, procedure di allerta ed evacuazione.

Risorse addizionali per questo articolo • Ansa

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