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Zapatero davanti al giudice Calama: difesa sul caso Plus Ultra e silenzio sui “gioielli” sequestrati

José Luis Rodríguez Zapatero, al suo arrivo ai tribunali dell'Audiencia Nacional il 17 giugno 2026
José Luis Rodríguez Zapatero all’ingresso del tribunale dell’Audiencia Nacional, 17 giugno 2026 Diritti d'autore  'RTVE'
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Di Javier Iniguez De Onzono
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José Luis Rodríguez Zapatero respinge le accuse sull’influenza nel salvataggio di Plus Ultra e sulle società offshore. In aula evita risposte sui gioielli trovati nella sua cassaforte e chiarisce alcuni rapporti legati all’inchiesta

José Luis Rodríguez Zapatero ha incentrato gran parte della sua difesa, nelle oltre tre ore di comparizione di mercoledì davanti al giudice Calama, sul respingere le accuse relative alla sua possibile influenza nel salvataggio della compagnia aerea Plus Ultra e alla presunta creazione di società “offshore”.

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Quando però il magistrato gli ha chiesto dei gioielli rinvenuti durante la perquisizione del suo studio in calle Ferraz (i famosi gioielli, come li definisce Calama), Zapatero ha rifiutato di approfondire la questione: "Non desidero dichiarare".

Le sue risposte davanti al giudice, trapelate ai media, sono coerenti con il comunicato diffuso ieri dopo la sua uscita dall’Audiencia Nacional. In quella nota aveva concentrato le spiegazioni pubbliche nel negare l’esistenza di qualsiasi società non dichiarata all’estero (e nel chiedere “fiducia” all’opinione pubblica nella sua persona). Non ha però dedicato neppure una parola agli oggetti trovati all’interno di una cassaforte del suo ufficio.

L’ex presidente socialista si è dilungato invece molto di più sul presunto salvataggio di Plus Ultra, quantificato in 53 milioni di euro e concesso in piena pandemia di coronavirus. "Non ho parlato con nessuno del settore pubblico (...) e questo è indiscutibile: non ho esercitato la minima influenza e nessuno me l’ha chiesto", ha dichiarato Zapatero. "Nessuno potrà dire il contrario".

Tuttavia, l’uomo che ha guidato l’Esecutivo spagnolo tra il 2004 e il 2011 ha ammesso di aver chiesto ad alcuni responsabili del Banco Santander di occuparsi della compagnia aerea oggetto del salvataggio. "Mi sono semplicemente limitato a fare la telefonata per vedere se potevano riceverli", si è difeso il politico.

Negli audio filtrati si sente anche Calama mettere in discussione alcune dichiarazioni o azioni di Zapatero. Per esempio in relazione alla società di consulenza Análisis Relevante, diretta dal suo amico Julio Martínez (anch’egli indagato) e tramite la quale sarebbero state dirottate alcune delle commissioni finite sotto inchiesta.

"Lei dice di non aver firmato alcun contratto?", chiede il giudice, prima che Zapatero confermi. "Questo, in linea di principio - prosegue il magistrato - all’interno di un rapporto professionale non è normale; stiamo parlando di un rapporto professionale. Ovviamente è la mia opinione, e normalmente anche quella del Fisco", conclude ironico Calama.

Per quanto riguarda questo filone del caso, Zapatero riconosce di aver proposto a Martínez che le sue figlie, oggi imputate insieme alla segretaria del padre, prestassero i loro servizi per Análisis Relevante attraverso la loro agenzia di comunicazione, What The Fav. Il giudice contesta il fatto che praticamente l’unico cliente di questa società fosse proprio Análisis Relevante.

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