Aperta un'indagine sullo scontro mortale tra due elicotteri durante l'operazione di spegnimento; in cenere 11.100 ettari in Beozia e Attica
Prosegue senza sosta la lotta contro il vasto incendio che da giorni interessa in Grecia l'Attica occidentale. I vigili del fuoco continuano a fronteggiare numerosi focolai ancora attivi, mentre resta aperta l'inchiesta sullo scontro tra due elicotteri Bell impegnati nelle operazioni di spegnimento avvenuto domenica nella zona di Psatha, costato la vita a due membri degli equipaggi.
Aperta l'inchiesta sullo scontro tra gli elicotteri
L'incidente, avvenuto durante le operazioni di contrasto alle fiamme, ha provocato la morte di un pilota danese e di un coordinatore greco a bordo di uno dei due velivoli. I due occupanti dell'altro elicottero, un britannico e un greco, sono invece stati soccorsi e hanno riportato soltanto lievi ferite.
Il ministero della Protezione dei cittadini ha reso noto che, su disposizione del procuratore competente, l'indagine preliminare per accertare le circostanze e le cause della collisione è stata affidata alla polizia greca. L'area dell'incidente è stata isolata e rimane presidiata dalle forze dell'ordine mentre proseguono tutti gli accertamenti previsti.
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha espresso il proprio cordoglio con un messaggio pubblicato su X, sottolineando che "l'Europa è al fianco della Grecia e della Danimarca" e rendendo omaggio ai soccorritori che "hanno avuto il coraggio di volare verso le fiamme affinché gli altri potessero restare al sicuro".
Anche il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis ha ricordato le vittime: "La perdita del coordinatore greco e del pilota danese mentre intervenivano nel grande incendio di Porto Germeno ci riempie tutti di dolore. Sentite condoglianze alle loro famiglie".
Squadre al lavoro tutta la notte
Le operazioni di spegnimento sono proseguite per tutta la notte. Le squadre a terra hanno aperto nuove fasce tagliafuoco con mezzi movimento terra nel tentativo di rallentare l'avanzata delle fiamme e contenerne la propagazione.
Secondo il Corpo dei vigili del fuoco, gli interventi si concentrano in particolare nelle aree di Agios Nektarios e Kandili Megaron. Alle 3:24 è stato inoltre diramato un nuovo messaggio di emergenza attraverso il sistema 112, invitando i residenti delle località di Skepi, Kandili e Botsika a evacuare verso Nea Peramos.
I satelliti confermano: numerosi focolai ancora attivi
I dati satellitari elaborati dal team dell'Osservatorio Nazionale di Atene e da Meteo.gr confermano che il grande incendio è ancora attivo.
I principali focolai sono concentrati in due aree: la prima a est e sud-est della zona già colpita tra Porto Germeno, Psatha e il monte Kithaironas; la seconda, più estesa, interessa il monte Patera, a nord-est di Megara, dove viene rilevata anche la maggiore concentrazione di punti caldi.
Secondo l'Osservatorio, anche gli ultimi rilevamenti effettuati nella mattinata mostrano la presenza di numerosi fronti ancora attivi nell'area interessata dall'incendio.
Oltre 450 vigili del fuoco impegnati nelle operazioni
Lo schieramento resta imponente. Sul terreno operano 450 vigili del fuoco, affiancati da 126 mezzi, 22 squadre di unità a piedi, volontari e numerose autobotti.
Con le prime luci del giorno sono tornati in azione anche i mezzi aerei, che stanno effettuando continui lanci d'acqua. Finora sono stati impiegati cinque aerei e cinque elicotteri, ma il Corpo dei vigili del fuoco ha annunciato un ulteriore rafforzamento del dispositivo nel corso della giornata.
Alle operazioni partecipano anche il gruppo DEUCALION, mezzi messi a disposizione dalle Regioni dell'Attica e della Grecia Centrale e le unità della Direzione Costruzioni e Gestione delle Catastrofi Naturali, impegnate nell'apertura di nuove fasce tagliafuoco insieme al servizio forestale. Nella zona restano inoltre schierate unità della polizia (ELAS) e dei servizi di emergenza sanitaria (EKAV), mentre autobus dei vigili del fuoco e delle Forze armate sono pronti a intervenire per eventuali evacuazioni. Il coordinamento delle operazioni è affidato al Centro operativo mobile OLYMPOS.
Oltre 111.000 stremmi già distrutti
L'incendio, divampato il 31 luglio in Beozia e successivamente propagatosi all'Attica occidentale, ha assunto dimensioni eccezionali, devastando vaste aree boschive e provocando danni ad abitazioni e proprietà.
Secondo l'analisi dei dati satellitari del programma europeo Copernicus EMS, elaborata dall'Osservatorio Nazionale di Atene, fino a mezzogiorno di domenica risultavano bruciati oltre 111.000 stremmi di terreno: 30.900 stremmi nell'incendio della Beozia e circa 80.800 stremmi nel rogo di Porto Germeno, in Attica.
Allerta elevata anche per lunedì
La Protezione civile greca mantiene un livello di rischio incendi molto elevato (categoria 4) per Attica, Beozia ed Eubea. Il personale antincendio resta in stato di massima allerta per far fronte alle numerose emergenze favorite dalle condizioni meteorologiche.
Parallelamente il vice ministro della Crisi climatica e della Protezione civile con delega agli aiuti statali, Kostas Katsafados, ha avviato una serie di riunioni operative nelle aree colpite per coordinare gli enti coinvolti, accelerare la ricognizione dei danni e attivare rapidamente le misure di sostegno per cittadini e imprese. Squadre della GDAEFK saranno dispiegate nelle zone interessate per effettuare i sopralluoghi, mentre in mattinata è prevista una riunione operativa nel municipio di Efpalio, in Focide, con la partecipazione delle autorità regionali e dei servizi competenti.