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Russia, la crisi dei carburanti si aggrava

Fila di auto a una stazione di servizio della Lukoil a Mosca, martedì 30 giugno 2026
Fila di auto a una stazione di servizio della Lukoil a Mosca, martedì 30 giugno 2026 Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Ирина Александрова
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Le continue offensive ucraine contro gli impianti petroliferi russi, in risposta all’invasione, stanno causando carenze di carburante in tutto il Paese. Secondo un esperto, il settore agricolo russo rischia problemi gravi

La crisi dei carburanti, senza precedenti per la Russia, ha reso tangibili per i cittadini comuni le conseguenze dell’invasione dell’Ucraina. Gli attacchi delle forze armate di Kiev, in corso da mesi, provocano incendi nelle raffinerie e interruzioni nelle forniture in tutto il Paese. Alle stazioni di servizio si formano lunghe code, e con esse crescono malcontento e ansia.

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In molte regioni è stato introdotto il razionamento dei carburanti; lungo le strade si snodano code di auto che durano ore. Sui social vengono pubblicati video in cui gli automobilisti si dicono scioccati e protestano per le pompe a secco e l’aumento dei prezzi.

Andrej, residente a Mosca, spiega che la situazione non è affatto buona: "In televisione dicono una cosa, ma nella realtà è tutt’altro… Ovunque la gente è in coda", racconta. Un altro abitante della capitale russa, Maksim, spiega di essere costretto a fare la fila perché la benzina scarseggia. "Siamo un Paese che estrae petrolio, e non c’è benzina. Come è possibile?", protesta.

L'ingresso bloccato di una stazione di servizio della Rosneft a San Pietroburgo, in Russia, il 29 giugno 2026
L'ingresso bloccato di una stazione di servizio della Rosneft a San Pietroburgo, in Russia, il 29 giugno 2026 AP Photo

Putin costretto ad ammettere la carenza di carburante

Alla fine di giugno da oltre metà delle regioni russe sono arrivate notizie sull’introduzione di varie restrizioni alla vendita di carburante. In alcune entità federali le autorità hanno imposto limiti rigidi per tutte le stazioni di servizio, in altre le reti di distributori hanno introdotto autonomamente tetti ai volumi erogati.

I funzionari hanno attribuito la situazione a un'ondata di acquisti da parte dei consumatori e hanno invitato gli automobilisti a fare rifornimento solo quando necessario. L’export di benzina e carburante per l’aviazione è stato limitato; si è inoltre discusso di vietare le esportazioni di diesel.

La carenza ha raggiunto anche le regioni più remote della Russia, nelle quali non sono stati registrati attacchi di droni ucraini contro le raffinerie. La situazione ha costretto il presidente Vladimir Putin a una rara ammissione: ha riconosciuto che "gli attacchi contro le nostre infrastrutture, ovviamente, creano problemi" e che "ora osserviamo una certa carenza". Putin insiste però sul fatto che, a suo dire, la mancanza di carburante non sarebbe critica.

La scarsità di benzina e diesel pesa sul settore agricolo

Secondo Chris Weaver, direttore generale della società di consulenza Macro-Advisory Ltd, circa un terzo della capacità russa di raffinazione di petrolio è fuori uso. L'esperto precisa che, poiché lo Stato non pubblica dati di questo tipo, la sua stima si basa su informazioni frammentarie e su fonti del settore petrolifero.

Weaver sottolinea poi che la crisi dei carburanti "arriva in un momento critico per l’economia russa, perché la stagione agricola – e in particolare il periodo della raccolta – sta entrando nel vivo". In questa fase dell’anno il settore registra comunque "un’elevata domanda di carburante diesel".

Riparare le raffinerie danneggiate dalla guerra è un compito complesso. Gli attacchi ucraini mettono fuori uso apparecchiature specializzate, spesso di produzione estera, e rendono la manutenzione lunga e costosa, perché la ricerca di soluzioni alternative o di pezzi di ricambio deve aggirare il regime di sanzioni. Secondo l’analista Weaver, la riparazione della raffineria di Mosca, che copriva il 40% del fabbisogno di carburante della città e della regione circostante, richiederà almeno tre mesi.

I volumi di raffinazione del greggio sono diminuiti

Come segnala l’agenzia di stampa AP, a giugno il volume di greggio raffinato in carburante in Russia è diminuito del 25% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, scendendo a 3,95 milioni di barili al giorno: il livello più basso da oltre vent’anni.

La produzione di benzina è calata del 17%, a 850mila barili al giorno (da 1,03 milioni un anno prima), ben al di sotto del fabbisogno del mercato interno. La Russia esporta comunque volumi relativamente contenuti di benzina

Secondo i calcoli della AP, da aprile sono stati registrati oltre 40 attacchi ucraini contro raffinerie, depositi di petrolio, terminal e altre installazioni dell’infrastruttura petrolifera in Russia e nella penisola di Crimea annessa.

I rappresentanti ufficiali di Kiev descrivono questi raid come una campagna mirata a costringere Mosca a fermare la guerra, colpendo la logistica militare e le linee di rifornimento e indebolendo la capacità dell’esercito russo di portare avanti operazioni offensive al fronte.

Mercoledì le Forze armate ucraine hanno colpito per la seconda volta la raffineria di Ufa, come annunciato dal presidente Volodymyr Zelensky: "Per la seconda volta le nostre risposte sanzionatorie rispetto al protrarsi della guerra da parte della Russia hanno raggiunto la raffineria di Ufa, uno dei maggiori produttori russi di oli lubrificanti. La distanza è superiore a 1.300 chilometri dalla linea del fronte", ha dichiarato su Telegram

"Ogni giorno - ha aggiunto il capo di Stato - viene attuato il nostro piano di applicazione delle sanzioni ucraine a lungo raggio. È una risposta del tutto giusta a tutto ciò che la Russia fa contro di noi. La pace è necessaria ed è proprio questo che la leadership russa deve comprendere. Mosca deve porre fine alla sua guerra e ha tutte le possibilità per farlo".

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