Il SEAE ha nominato Kajsa Ollongren segretaria generale, con Matti Maasikas e David Cvach come vice. Le nomine per la difesa arrivano mentre la politica estera dell’UE è sotto crescente pressione
Il braccio della politica estera dell’Unione europea, il Servizio europeo per l'azione esterna, ha annunciato mercoledì la nomina di tre figure di alto profilo per incarichi strategici, in un momento di crescente attenzione alla difesa europea e al coordinamento con la NATO.
La riorganizzazione arriva mentre aumentano le pressioni politiche per rendere più efficiente la macchina diplomatica dell’UE e ridefinire il ruolo del SEAE nel nuovo equilibrio istituzionale europeo.
A guidare il SEAE come nuova segretaria generale sarà Kajsa Ollongren, già vicepremier e ministra della Difesa e dell’Interno nei Paesi Bassi, oltre che attuale rappresentante speciale dell’UE per i diritti umani. La sua nomina arriva dopo la vacanza lasciata da Belén Martínez Carbonell e punta a rafforzare il profilo istituzionale e operativo del servizio diplomatico europeo.
Geoeconomia e rapporti interistituzionali a Matti Maasikas
Il nuovo vice segretario generale per la geoeconomia e le questioni interistituzionali sarà Matti Maasikas, che aveva già ricoperto l’incarico ad interim. Maasikas ha una lunga esperienza diplomatica, inclusa la sua missione come ambasciatore dell’UE a Kiev durante l’invasione russa del 2022 e precedenti ruoli nel governo estone.
Difesa e sicurezza a David Cvach
La terza nomina riguarda la sicurezza e la difesa, affidata a David Cvach, attuale ambasciatore francese presso la NATO e con un passato da consigliere all’Eliseo per le questioni mediorientali. Il suo ruolo sarà centrale nel rafforzare il coordinamento tra UE e Alleanza Atlantica.
Più cooperazione con la NATO e riforma del SEAE
Secondo fonti europee, la priorità del nuovo assetto è chiara: “difendere l’Europa e sostenere l’Ucraina”, rafforzando al tempo stesso la cooperazione con la NATO. Le nomine riflettono una scelta orientata a profili con forte esperienza diplomatica e capacità di gestione dei rapporti tra Stati membri.
Il contesto è quello di un dibattito più ampio sulla governance della politica estera europea. La Commissione guidata da Ursula von der Leyen interviene sempre più spesso su dossier internazionali, mentre l’Alto rappresentante Kaja Kallas lavora a una riforma del SEAE per renderlo più efficace e reattivo.
Alcuni Stati membri avrebbero anche valutato un possibile ridimensionamento del servizio diplomatico, ipotesi che si inserisce nel più ampio confronto su come rendere più incisiva la politica estera dell’Unione.
Una discussione più ampia sulla struttura del SEAE e sul futuro della diplomazia europea sarà al centro della riunione informale dei ministri degli Esteri prevista in Irlanda a settembre.