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G7, Meloni soddisfatta per "l'ottimo lavoro": "Italia pronta a fare la sua parte per Hormuz"

Giorgia Meloni "soddisfatta dei lavori" al G7 di Evian
Giorgia Meloni "soddisfatta dei lavori" al G7 di Evian Diritti d'autore  AP
Diritti d'autore AP
Di Chiara Zampiva
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Nella conferenza stampa al termine dei lavori del G7, la premier Giorgia Meloni si è detta soddisfatta del lavoro, "con una convergenza sui temi che non era scontata". Ha sottolineato poi l'impegno italiano nella riapertura dello Stretto di Hormuz dopo l'accordo, ma con "le dovute autorizzazioni"

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si è detta "soddisfatta" per i risultati del G7 e per "l'ottimo lavoro in un momento complesso dello scenario internazionale", ha dichiarato nella conferenza stampa al termine dei lavori a Evian, sottolineando l'impegno italiano nella riapertura dello Stretto di Hormuz.

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"Abbiamo lavorato bene insieme con una convergenza su tutti i temi che non era scontata", ha aggiunto Meloni congratulandosi con il presidente francese Emmanuel Macron per i risultati del vertice.

"È stato un vertice significativo, ma voglio dirvi soprattutto che ho trovato un ottimo clima. Credo che chiaramente abbia influito positivamente l'accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran. Per il quale chiaramente tutti quanti ci siamo congratulati con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Però è un dato di fatto che abbiamo lavorato bene insieme con una convergenza che non era scontata su tutti i temi che sono stati trattati. Questa per noi, credo per tutti noi, debba essere un'ottima notizia", ha ribadito la premier.

Italia pronta a fare la propria parte, ma con le dovute autorizzazioni

In merito alla riapertura dello Stretto di Hormuz, Meloni ha dichiarato che "l'Italia è pronta a contribuire alle iniziative internazionali volte a garantire la sicurezza e la libertà delle rotte commerciali, ferme restando le necessarie autorizzazioni".

“Con riguardo agli sviluppi in Medio Oriente, è stato accolto da tutti positivamente l'accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran che crediamo possa essere un importante quadro di riferimento per la stabilità della regione nel suo complesso. Chiaramente ora è importante lavorare per la sua attuazione, a partire dalla necessità di assicurare la sicurezza delle rotte marittime internazionali, la piena libertà di navigazione nello stretto di Hormuz", ha affermato Meloni, che ha chiarito di aver discusso con Trump anche di temi seri e non solo "scherzato".

Tuttavia, la premier ha sottolineato che un'eventuale autorizzazione al Parlamento per una missione a Hormuz "si richiederà quando la missione dovesse essere qualcosa di realistico".

"Non chiederei oggi un'autorizzazione per qualcosa che potrebbe non avvenire mai, ma la chiederemo sicuramente in tempo perché possa esserci un dibattito adeguato anche con il Parlamento. Mi pare un po' presto per dire che nei prossimi giorni presenteremo una richiesta da questo punto di vista. Allo stato attuale non abbiamo definito qual è la cornice e quale anche dovrebbe essere all'interno di quella cornice eventualmente l'impegno italiano", ha spiegato.

Meloni: "Necessario un segnale da Mosca"

L'altro tema che ha dominato il vertice è stata l'invasione su larga scala dell'Ucraina da parte della Russia, con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che ha dichiarato di sperare di porre fine alla guerra entro l'inverno.

"L'obiettivo resta quello di favorire un confronto diretto tra Zelensky e Putin. Ma mentre Zelensky ha fin qui dimostrato una attitudine sincera verso la soluzione del conflitto, non da ultimo con una lettera aperta che tutti conoscete, che è stata inviata direttamente al Presidente Putin, nessun segnale serio in questo senso è arrivato da Mosca e crediamo che quei segnali ora siano necessari", ha sottolineato la premier Meloni interpellata a riguardo.

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