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Chiesa di Svezia apre indagine sulla moglie del premier per dubbi etici

Il primo ministro svedese Ulf Kristersson e la moglie Birgitta Ed arrivano al vertice della NATO a Washington, il 9 luglio 2024
Il primo ministro svedese Ulf Kristersson e la moglie Birgitta Ed arrivano al vertice della NATO a Washington, il 9 luglio 2024 Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Gavin Blackburn
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La Chiesa luterana di Svezia, che conta circa 5,4 milioni di fedeli in un Paese di 10,6 milioni di abitanti, si è ufficialmente separata dallo Stato svedese nel 2000

La Chiesa di Svezia ha annunciato l’apertura di un’indagine disciplinare nei confronti della pastora luterana Birgitta Ed, moglie del primo ministro svedese Ulf Kristersson, dopo che alcune inchieste giornalistiche hanno sollevato dubbi su possibili criticità etiche legate alla sua attività in una fondazione da lei guidata.

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Secondo quanto comunicato dall’istituzione religiosa, alla diocesi competente di riferimento sono stati presentati diversi esposti che riguardano la posizione della pastora. Il capitolo ecclesiastico ha quindi deciso di avviare una verifica formale sulla sua idoneità al ministero sacerdotale, senza tuttavia rendere noti i contenuti specifici delle segnalazioni.

Al centro delle polemiche vi sono le rivelazioni pubblicate dal quotidiano svedese Aftonbladet, che ha dedicato una serie di articoli alla fondazione Fållöknastiftelsen, diretta da Ed. Secondo le inchieste, l’organizzazione avrebbe coinvolto volontari in attività di raccolta fondi e nella ristrutturazione di una casa padronale di proprietà della stessa fondazione, offrendo in cambio opportunità di networking e la partecipazione a incontri nella residenza ufficiale del primo ministro.

Il giornale sostiene inoltre che la pastora avrebbe fatto leva sui propri contatti all’interno della Chiesa per ottenere donazioni e servizi gratuiti a beneficio della fondazione, inclusa assistenza tecnica.

Un assistente della chiesa sistema i numeri sul pannello degli inni prima di un sermone a Stoccolma, 23 luglio 2020
Un assistente della chiesa sistema i numeri sul pannello degli inni prima di un sermone a Stoccolma, 23 luglio 2020 AP Photo

La Chiesa di Svezia ha precisato che le indagini di questo tipo possono durare diversi mesi e che, fino alla loro conclusione, non verranno rilasciati ulteriori commenti. L’esito potrà variare da un’archiviazione senza provvedimenti fino a sanzioni disciplinari, tra cui un richiamo scritto, un periodo di prova o la revoca dell’autorizzazione al ministero ordinato.

La Chiesa di Svezia, che conta circa 5,4 milioni di fedeli in un Paese di poco più di 10 milioni di abitanti, si è separata formalmente dallo Stato nel 2000.

Il caso arriva in un momento politicamente delicato per la Svezia, che si prepara alle elezioni legislative di settembre. Gli ultimi sondaggi indicano un vantaggio per l’opposizione di centrosinistra rispetto al governo di minoranza guidato da Kristersson, sostenuto dall’estrema destra dei Democratici Svedesi.

Risorse addizionali per questo articolo • AFP

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