Gli attacchi russi quotidiani si sono intensificati negli ultimi mesi e l'Ucraina ha risposto con droni in profondità in Russia, dichiarando di colpire soprattutto obiettivi militari ed energetici
Le forze ucraine hanno colpito diversi impianti petroliferi in Russia e nella Crimea occupata, proseguendo la strategia di Kiev volta a colpire le infrastrutture energetiche e logistiche russe per aumentare il costo economico dell'invasione avviata da Mosca nel febbraio 2022.
Secondo quanto riferito dallo Stato maggiore ucraino, nella notte le forze di Kiev hanno attaccato il territorio di Krasnodar, nel sud della Russia, centrando la base di trasbordo petrolifero di Grushovaya, nei pressi della città portuale di Novorossijsk. L'impianto rappresenta uno dei principali snodi per il trasferimento di petrolio e prodotti petroliferi della regione.
Le autorità russe hanno confermato che un drone ucraino ha provocato un incendio all'interno del complesso. Non sono state segnalate vittime, ma circa 130 soccorritori sono stati impegnati nelle operazioni di spegnimento delle fiamme. Al momento non sono stati forniti dettagli sull'entità dei danni subiti dalla struttura.
Colpiti altri impianti strategici
Lo Stato maggiore ucraino ha inoltre dichiarato di aver colpito la stazione di produzione e spedizione Krasny Yar, nella regione russa di Volgograd. Anche in questo caso sarebbe scoppiato un incendio. Il governatore Andrei Bocharov ha confermato l'incidente senza specificare la natura dell'impianto e ha precisato che non si registrano feriti.
Nella notte tra domenica e lunedì, le forze ucraine avevano già preso di mira la base petrolifera di Semykolodezkaya, nella Crimea occupata dalla Russia. Secondo Kiev, il sito viene utilizzato per immagazzinare riserve di carburante destinate alle forze armate russe. L'attacco avrebbe provocato un vasto incendio.
Un altro deposito di petrolio nei pressi di Feodosia, sempre in Crimea, è stato indicato tra gli obiettivi colpiti dalle operazioni ucraine.
Intanto, il Cremlino ha ammesso difficoltà legate alla situazione dei carburanti nella penisola occupata. Il portavoce Dmitry Peskov ha dichiarato che il ministero dell'Energia e altre agenzie federali stanno lavorando per affrontare le criticità emerse. «In questo momento esistono effettivamente alcuni problemi», ha affermato il portavoce, assicurando che sono già in corso misure correttive.
Attacchi russi nella regione di Kharkiv
Sul fronte ucraino, nuovi bombardamenti russi hanno colpito la regione nord-orientale di Kharkiv. Secondo il governatore Oleg Synegubov, tre persone sono morte nella città di Chuguiv e altre sono rimaste ferite.
Gli attacchi hanno provocato incendi, danneggiato almeno 18 veicoli e causato gravi danni a edifici residenziali, con finestre distrutte e facciate colpite dalle esplosioni.
Nella città di Kharkiv, il sindaco Igor Terekhov ha riferito che almeno dieci persone sono rimaste ferite a seguito di ulteriori attacchi.
Negli ultimi mesi la Russia ha intensificato i raid contro centri abitati e infrastrutture ucraine, mentre Kiev ha aumentato l'impiego di droni a lungo raggio contro obiettivi militari ed energetici situati in profondità nel territorio russo.
Il bilancio delle vittime e le nuove sanzioni UE
Secondo una stima delle Nazioni Unite pubblicata ad aprile, almeno 15.850 civili sono stati uccisi nelle aree controllate dall'Ucraina dall'inizio dell'invasione russa su larga scala. Nelle zone sotto controllo russo il numero delle vittime civili supera le 2.800 persone. I feriti complessivi nelle aree interessate dal conflitto sono oltre 44.800.
Nel frattempo, l'Unione europea prepara un nuovo pacchetto di sanzioni contro Mosca. L'Alto rappresentante per la politica estera dell'UE, Kaja Kallas, ha annunciato che le misure includeranno circa 80 nuove designazioni mirate contro il complesso militare-industriale russo, responsabili di violazioni dei diritti umani e soggetti coinvolti nelle attività di propaganda.
Secondo Kallas, le sanzioni occidentali avrebbero già causato alla Russia perdite economiche comprese tra 1.200 e 1.500 miliardi di dollari dall'inizio della guerra.