Gli Stati Uniti hanno reintrodotto le sanzioni contro la relatrice Onu per i territori palestinesi, Francesca Albanese, inserendola in una lista nera globale. La misura, legata alle sue critiche a Israele per la gestione di Gaza, torna attiva dopo l'annullamento di pecedenti sanzioni
Gli Stati Uniti hanno reintrodotto giovedì le sanzioni contro Francesca Albanese, relatrice speciale dell'Onu per i diritti umani nei territori palestinesi, che da tempo muove dure critiche nei confronti di Israele per il trattamento che riserva alla popolazione di Gaza e della Cisgiordania.
Un avviso pubblicato sul sito del Dipartimento del Tesoro statunitense ha fatto sapere che l'esperta italiana è stata reitrodotta in una lista nera globale che le impedisce di fare transazioni bancarie o di utilizzare le principali carte di credito.
La decisione è arrivata dopo che una corte d'appello venerdì scorso ha annullato un precedente provvedimento che bloccava le sanzioni, emettendo una sospensione amministrativa in attesa di valutare il merito della questione.
La cancellazione era legata a una decisione del giudice federale Richard Leon, che aveva accolto un ricorso presentato a febbraio dal marito e dalla figlia di Albanese, spiegando che "proteggere la libertà di parola è sempre nell'interesse pubblico".
A muoversi in tribunale era stato Massimiliano Calì, marito di Francesca Albanese, che aveva fatto causa per conto del loro figlio minorenne, cittadino statunitense.
Perché Francesca Albanese è stata sanzionata?
Francesca Albanese si trova da mesi al centro di forti tensioni politiche internazionali. Nel suo ruolo per l'ONU, ha accusato apertamente Israele di stare compiendo un genocidio a Gaza durante le operazioni militari nate dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023.
Le sanzioni statunitensi erano state annunciate a luglio dello scorso anno dal Segretario di Stato americano, Marco Rubio.
Rubio aveva motivato la scelta sostenendo che la funzionaria avesse "diffuso un antisemitismo sfacciato, espresso sostegno al terrorismo e aperto disprezzo per gli Stati Uniti, Israele e l'Occidente".
Il Segretario di Stato americano aveva inoltre affermato che la relatrice aveva raccomandato alla Corte penale internazionale di emettere dei mandati di arresto nei confronti del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Accuse di antisemitismo che arrivano anche da Israele, ma che Albanese ha sempre respinto con fermezza.