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Perché l'Europa è pronta a dire no alla deroga sul caro bollette chiesta da Meloni

Von der Leyen e Meloni
Von der Leyen e Meloni Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Stefania De Michele
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L'Unione europea si prepara a respingere la richiesta italiana di estendere la clausola di salvaguardia all’energia. Bruxelles invita Roma a usare gli strumenti a disposizione per affrontare il caro bollette

L’Unione europea si prepara a chiudere la porta alla richiesta italiana di estendere la clausola di salvaguardia del Patto di stabilità anche alle spese contro ilcaro energia.

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La risposta ufficiale della Commissione europea dovrebbe arrivare il prossimo 3 giugno, in occasione della presentazione del pacchetto del Semestre europeo, ma da Bruxelles sarebbero già filtrati segnali molto chiari: niente nuove deroghe per finanziare sussidi generalizzati su bollette e carburanti.

Il governo guidato da Giorgia Meloni aveva chiesto di applicare all’emergenza energetica lo stesso meccanismo di flessibilità già concesso agli Stati membri per aumentare le spese militari e per la difesa. Una posizione sostenuta anche dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che nelle scorse settimane aveva definito “un’incongruenza logica” permettere deroghe per la difesa ma non per l’energia.

Secondo la linea della Commissione, però, l’attuale quadro normativo offre già strumenti sufficienti per affrontare l’emergenza. Bruxelles ritiene infatti che il problema italiano abbia caratteristiche specifiche e non possa essere equiparato a una crisi comune europea. Nel mirino ci sarebbero soprattutto la forte dipendenza energetica dall’estero, l’assenza del nucleare e una struttura fiscale che pesa sulle bollette.

L’Europa, inoltre, non sarebbe intenzionata a finanziare misure temporanee o bonus “a pioggia”, preferendo invece sostenere investimenti strutturali destinati a ridurre nel tempo il costo dell’energia. Una posizione coerente con le indicazioni già emerse ad aprile, quando la Commissione aveva definito “non appropriata” l’attivazione di deroghe straordinarie legate al caro energia.

Nonostante il possibile stop europeo, Roma avrebbe comunque margini di manovra. Le nuove regole del Patto di stabilità prevedono infatti una flessibilità pari allo 0,3% del Pil per i Paesi sottoposti a procedura per deficit eccessivo. In teoria, questo consentirebbe all’Italia di reperire fino a circa 7 miliardi di euro senza necessità di ulteriori autorizzazioni comunitarie.

Per trovare risorse immediate, il governo starebbe lavorando su una revisione di alcuni fondi del PNRR e dei programmi di coesione europei 2021-2027. Secondo le indiscrezioni, l’obiettivo sarebbe recuperare tra i 3 e i 5 miliardi di euro da destinare a famiglie e imprese colpite dall’aumento dei costi energetici.

Nel frattempo, sul tema del caro bollette interviene anche Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Enel, che invita a ridimensionare l’allarme sui prezzi italiani. Secondo i dati citati dal manager, la spesa media mensile di una famiglia italiana nel 2025 sarebbe stata pari a 59 euro, contro i 57 euro della media dell’Eurozona. Germania, Irlanda e Belgio avrebbero costi superiori a quelli italiani.

Cattaneo sottolinea inoltre che molti confronti si basano sui prezzi all’ingrosso dell’elettricità, che però riguardano principalmente utility e grandi imprese. Per le famiglie, spiega, incidono anche altri fattori come i costi di rete, che in Italia sarebbero tra i più bassi d’Europa grazie all’efficienza delle infrastrutture. Secondo il manager, circa l’80% dei clienti Enel dispone inoltre di contratti a prezzo fisso e non avrebbe subito aumenti legati alle tensioni internazionali.

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