L'Alta rappresentante Kaja Kallas ha nuovamente respinto l'idea di colloqui diretti tra l'Unione europea e la Russia, avvertendo che Mosca sta "preparando le sue forze armate per un confronto a lungo termine con l'Occidente" ed esortando il blocco ad evitare di cadere nella "trappola" di Mosca
L'Unione europea non dovrebbe "umiliarsi" cercando colloqui diretti con la Russia per porre fine all'invasione su larga scala dell'Ucraina, ha dichiarato l'Alta rappresentante Kaja Kallas, esortando il blocco ad evitare di cadere nella "trappola" delle richieste massimaliste di Mosca.
"Quello che abbiamo visto finora è che la Russia non vuole impegnarsi in alcun tipo di dialogo. Non dovremmo umiliarci facendo i 'demandeurs' dicendo 'per favore, vi preghiamo di parlare con noi'", ha detto giovedì Kallas durante una visita ufficiale in Estonia.
"Dovremmo metterli in condizione di passare dalla finzione di negoziare alla negoziazione vera e propria".
Kallas ha affermato che la questione sarà discussa il 10 e 11 maggio, quando i ministri degli Esteri dell'Ue si incontreranno informalmente a Cipro. Il dibattito si concentrerà sulle "richieste" che il blocco dovrebbe esigere da Mosca in uno scenario postbellico.
"La Russia sta preparando le sue forze armate per un confronto a lungo termine con l'Occidente. Se Putin oserà mettere alla prova la Nato a un certo punto dipende solo da noi. La deterrenza funziona se è credibile. Mostrare debolezza non fa altro che invitare all'aggressione", ha dichiarato.
"Non si può tornare al 'business as usual' con la Russia, anche dopo che Mosca avrà posto fine alla guerra in Ucraina".
I suoi commenti arrivano un giorno dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha tenuto una nuova lunga telefonata con il suo omologo russo, Vladimir Putin. Durante la conversazione, Putin ha suggerito un breve cessate il fuoco per la durata delle celebrazioni della Giornata della Vittoria a Mosca del 9 maggio, che sono state ridimensionate a causa degli attacchi a lungo raggio dell'Ucraina.
Reagendo alla notizia, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato di aver incaricato il suo team di chiarire i dettagli con la Casa Bianca.
"La nostra proposta è un cessate il fuoco a lungo termine, una sicurezza affidabile e garantita per le persone e una pace duratura", ha dichiarato giovedì Zelensky. "L'Ucraina è pronta a lavorare per questo in qualsiasi forma dignitosa ed efficace".
Spaccatura politica tra Usa e Ue
Interrogata sui colloqui di pace promossi dagli Stati Uniti, Kallas ha affermato che "non sta accadendo nulla" e ha criticato la decisione di Washington di concedere a Mosca un alleggerimento delle sanzioni in risposta all'impennata dei prezzi dell'energia innescata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz.
La politica statunitense è in netto contrasto con quella dell'Ue, che ha recentemente approvato un nuovo pacchetto di restrizioni economiche contro la Russia.
"Quando vediamo queste telefonate tra il presidente Trump e il presidente Putin, ci sono sempre molte domande senza risposta, considerando che la Russia sta apertamente lodando l'eroica battaglia che l'Iran sta conducendo contro gli Stati Uniti", ha incalzato Kallas.
"Significa che in realtà c'è anche una maggiore pressione sulla Russia perché sta aiutando l'Iran a combattere una guerra contro di loro? Vorremmo vedere questa pressione, e non l'abbiamo vista in quella telefonata".
La questione se l'Ue debba impegnarsi direttamente con la Russia per porre fine alla guerra in Ucraina è stata ampiamente dibattuta a gennaio, quando il presidente francese Emmanuel Macron e la premier Giorgia Meloni hanno appoggiato la strategia in dichiarazioni successive.
Gli Stati membri si sono divisi nettamente. Austria, Repubblica Ceca e Lussemburgo hanno espresso il loro sostegno, mentre Germania, Estonia, Lituania e Cipro si sono opposti.
Il dibattito ha perso forza dopo che gli Stati Uniti e Israele hanno colpito l'Iran e l'attenzione diplomatica si è spostata pesantemente sul Medio Oriente. Oggi la questione giace irrisolta sul tavolo.
La scorsa settimana, il primo ministro belga Bart De Wever ha affermato che l'idea di colloqui Ue-Russia è diventata "un pensiero comune" tra i suoi colleghi leader. "Non possiamo permettere che questa guerra continui per anni, con tutte le sofferenze umane", ha dichiarato De Wever. "Le persone vengono massacrate per niente".