I leader dei quattro Paesi hanno discusso a margine del Consiglio informale dell'Ue a Cipro. Hanno esaminato misure comuni per gestire un eventuale aumento dei flussi e rafforzare le frontiere esterne
I leader di Cipro, Grecia, Italia e Malta hanno ribadito la loro stretta collaborazione per affrontare eventuali nuove pressioni migratorie legate al conflitto in Medio Oriente, in occasione di un incontro tenutosi a margine della riunione informale del Consiglio europeo a Ayia Napa.
Secondo la dichiarazione congiunta, il presidente della Repubblica di Cipro e i primi ministri dei tre Paesi hanno discusso le possibili iniziative che potrebbero essere attuate in modo coordinato e coerente, con l'obiettivo di prevenire una nuova crisi migratoria simile a quella del 2015.
Questa relazione è in linea con le conclusioni del Consiglio europeo del 19 marzo 2026, che ha sottolineato la necessità per l'Unione di prepararsi a possibili scenari di aumento dei flussi.
Le discussioni si sono inoltre concentrate sulla necessità di accelerare gli sforzi diplomatici per porre fine al conflitto in Medio Oriente, con i quattro leader che hanno sottolineato come la stabilizzazione della regione sia un prerequisito fondamentale per limitare le pressioni migratorie.
Hanno inoltre sottolineato l'importanza di una cooperazione continua con i Paesi partner della regione per garantire la fornitura di assistenza umanitaria e il sostegno alle popolazioni colpite.
Stati in prima linea
Particolare enfasi è stata posta sul ruolo dei quattro Paesi come Stati in prima linea, in quanto situati ai confini esterni dell'Unione europea e suscettibili di affrontare flussi migratori crescenti e potenzialmente incontrollati.
In questo contesto, sono state esaminate le possibili misure per rafforzare la sicurezza e la gestione efficace delle frontiere esterne, con esplicito riferimento al pieno rispetto del diritto internazionale.
I leader hanno inoltre ribadito la necessità di sviluppare un approccio comune europeo per migliorare l'efficacia delle politiche nazionali ed evitare risposte frammentate. Come è stato osservato, un'azione coordinata a livello di Unione europea è considerata cruciale per affrontare una possibile escalation dei flussi migratori legati agli sviluppi in Medio Oriente.
In questo contesto, le quattro parti hanno incaricato i ministri dell'Interno e della Migrazione di continuare il loro stretto coordinamento. Tale cooperazione comprenderà, tra l'altro, l'esame dei modi per integrare meglio le iniziative nazionali nel quadro europeo, in collaborazione con la Commissione europea, al fine di una gestione più coerente ed efficace delle sfide.