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La dura lotta del Belgio al nacrotraffico

Il porto di Anversa è il secondo per volume di traffici in Europa
Il porto di Anversa è il secondo per volume di traffici in Europa Diritti d'autore Virginia Mayo/AP
Diritti d'autore Virginia Mayo/AP
Di Christopher Pitchers
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Il Paese fatica a contrastare il traffico di cocaina, che passa soprattutto dal porto di Anversa. E il ministro della Giustizia è finito nel mirino delle gang criminali

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Il secondo porto più grande d'Europa, quello di Anversa, è anche una porta, tramite cui ingenti carichi di droga entrano nel continente. Nella città belga la criminalità organizzata riesce a nascondere i suoi affari tra i milioni di container che sbarcano ogni anno, nonostante le ispezioni doganali, nonostante i raggi X e i controlli sempre più sofisticati. 

Il porto della droga

Come sanno anche le autorità, gli stupefacenti intercettati sono solo una parte di quelli in transito: per ogni tonnellata di cocaina sequestrata al porto, ad esempio, nove sfuggono agli agenti e finiscono nelle piazze di spaccio europee.

"Negli ultimi cinque anni abbiamo battuto ogni record ad Anversa. L'anno scorso sono state sequestrate 89 tonnellate di cocaina. È stato un anno molto impegnativo, e i numeri sono ancora in aumento", dice a Euronews Florence Angelici, Portavoce del Servizio federale delle Finanze pubbliche belga

Il governo belga non sottovaluta queste attività criminali e sembra determinato a porre un freno al narcotraffico mettendo nuove forze in campo. "Attualmente stiamo assumendo 100 nuovi agenti doganali e stiamo per costruire nuovi dispositivi di scansione direttamente all'interno dei terminal, con l'obiettivo di controllare il 100% dei container a rischio".

Droga e violenza

All'aumento dei traffici corrisponde un aumento della violenza delle bande criminali che li gestiscono. Lo stesso ministro della giustizia belga è stato coinvolto in un tentativo di rapimento orchestrato dalla criminalità organizzata olandese. Vincent Van Quickenborne è stato trasferito in un luogo sicuro per metterlo al riparo da quello che definisce narco-terrorismo. Ma per gli esperti, definire il Belgio un "narcostato" è quantomeno esagerato.

"Non c'è motivo per definire il Belgio un 'narcostato'", spiega a Euronews Letizia Paoli, esperta di criminalità organizzata presso l'università di Lovanio.

"Ci sono enormi differenze con i 'veri' narcostati, come il Messico, ad esempio. In Belgio o nei Paesi Bassi, la pubblica amministrazione ha le mani pulite, ci sono pochissimi casi noti di funzionari pubblici corrotti da criminali organizzati".

Secondo i dati citati dall'accademica, i sequestri al porto di Anversa corrispondono a quasi l'intero consumo annuale di cocaina nell'Unione Europea. Ma i prezzi non sono aumentati. In alcuni casi anzi il costo al dettaglio è persino diminuito, a dimostrazione del fatto che l'offerta attuale di droga soddisfa tutta la domanda.

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