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Crisi in medioriente: un'opportunità per l'UE

Crisi in medioriente: un'opportunità per l'UE
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Di Elena Cavallone
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Dopo aver riconosciuto Gerusalemme capitale di Israele, gli Stati Uniti possono dire addio al ruolo di negoziatore principale nel conflitto israelo-palestinese. Bruxelles è pronta a prendere il posto di Washington?

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A mantenere viva la speranza di un processo di pace in medioriente basato su una soluzione a due Stati resta ormai solo l'Unione europea. La decisione di Trump a novembre di riconoscere Gerusalemme capitale dello Stato di Israele ha messo di fatto fuori gioco gli Stati Uniti, lasciando un vuoto che Bruxelles dovrà saper riempire ponendosi come unico mediatore credibile tra le parti.

"Le circostanze attuali - spiega da Ginevra Hasni Abidi, esperto del mondo arabo- offrono una finestra molto interessante per gli europei per svolgere un ruolo decisivo, sia come negoziatori sia come facilitatori dei negoziati, dal momento che gli Stati Uniti non sono più in grado di svolgere questo ruolo".

Un mediatore, però, é tale solo se accettato da entrambe le parti e per questo motivo difficilmente l'UE potrebbe riconoscere lo stato della Palestina.

"L'Unione Europea non vuole bruciare le tappe - continua Abidi -. Una decisione del genere potrebbe essere controproducente in quanto l'UE cesserebbe di essere un mediatore obiettivo, neutrale e svolgere un ruolo importante in questo contesto".

Resta tuttavia chiara la posizione dell'UE sugli insediamenti israeliani nei territori palestinesi, considerati un vero ostacolo alla pace. 

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