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Spagna, divorzi in calo del 2,7% nel 2025: la custodia condivisa è la nuova tendenza

Una coppia celebra il proprio amore
Una coppia celebra il proprio amore Diritti d'autore  Pixabay. JK_90
Diritti d'autore Pixabay. JK_90
Di Cristian Caraballo
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Nel 2025 in Spagna si sono registrate 83.683 separazioni e divorzi, il 2,7% in meno rispetto al 2024. Nella custodia dei minori, l’affido condiviso supera quello esclusivo alla madre.

L’Istituto nazionale di statistica conferma che il 2025 è stato, ancora una volta, un anno in calo per le rotture matrimoniali. Sono stati registrati 83.683 procedimenti tra divorzi, separazioni e annullamenti, con i divorzi che rappresentano il 96,5% del totale (80.785 casi), le separazioni il 3,4% (2.872) e le nullità appena un residuale 0,1% (27). Sia i divorzi sia le separazioni sono diminuiti rispetto al 2024, del 2,7% e del 20,3% rispettivamente.

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La maggior parte delle rotture si è risolta senza conflitto: l’80,5% dei divorzi è stato consensuale, contro un 19,5% che è arrivato in tribunale per disaccordo tra le parti. Per quanto riguarda la modalità scelta per formalizzarli, il 59,3% è stato definito con sentenza giudiziaria, il 24,8% con decreto e il 15,9% con atto pubblico davanti al notaio, un’opzione che continua a guadagnare terreno rispetto all’anno precedente.

Tra i divorzi del 2025, 2.221 riguardavano coppie dello stesso sesso, pari al 2,7% del totale, con più divorzi tra donne (1.226) che tra uomini (995). Fra le separazioni, 80 hanno riguardato anch’esse coppie dello stesso sesso.

I matrimoni che si sono conclusi con un divorzio nel 2025 erano durati in media 16,2 anni, un dato quasi identico a quello dell’anno precedente. Quasi un terzo delle rotture (31,2%) è arrivato dopo 20 anni o più di matrimonio, mentre solo il 3,4% si è prodotto prima di compiere due anni insieme.

Chi divorzia e a che età

L’età media di chi si separa continua a salire anno dopo anno: 49,1 anni per gli uomini e 46,6 per le donne nel 2025, contro 46,7 e 44,2 rispettivamente nel 2016. Il gruppo di età con più divorzi, sia tra uomini sia tra donne, è quello dai 40 ai 49 anni.

Nell’80,4% dei divorzi tra persone di sesso diverso, entrambi i coniugi erano spagnoli; nel 12,1% solo uno dei due aveva nazionalità straniera e nel 7,5% entrambi erano stranieri. Prima di sposarsi, la stragrande maggioranza arrivava al matrimonio da single: solo il 9,3% degli uomini e il 10,1% delle donne era già divorziato in precedenza.

Figli, affidamento e assegni: il dato che cambia di più

Quasi la metà dei matrimoni sciolti (47,1%) non aveva figli minorenni né figli maggiorenni economicamente dipendenti. Dove invece erano presenti, la ripartizione dell’affidamento offre il dato più significativo del rapporto: nel 50,8% dei casi con figli minorenni si è optato per l’affidamento condiviso, superando ormai il 45,3% di affidamento esclusivo alla madre e il residuale 3,4% attribuito al padre. È la conferma di una tendenza in crescita da anni, che ha finito per ribaltare la formula tradizionale.

Per quanto riguarda gli assegni, è stato stabilito un assegno di mantenimento nel 53,7% dei divorzi con figli, con il pagamento a carico del padre nel 52,1% dei casi e ripartito tra entrambi i genitori nel 44,1%. L’assegno compensativo, molto più raro, è stato fissato nel 6,4% dei divorzi e nel 91,4% di questi casi è stato a carico del marito.

La mappa: Ceuta in testa, pari in coda

Per territorio, Ceuta ha registrato il tasso più alto di rotture matrimoniali, con 2,5 ogni 1.000 abitanti, ben al di sopra della media nazionale (1,7). All’estremo opposto, l’Estremadura e la Castiglia e León condividono il tasso più basso, con 1,4 ciascuna.

Dal punto di vista comparato, rispetto al resto del mondo la Spagna si trova in una posizione piuttosto solida. Il grafico seguente mette in relazione il numero di divorzi con il numero di matrimoni in un determinato anno (il rapporto tra il tasso lordo di divorzi e il tasso lordo di matrimoni). Vale a dire, se in un determinato anno si registrano 500 divorzi e 1.000 matrimoni in una certa area, la proporzione sarebbe di un divorzio ogni due matrimoni, il 50%.

I dati si riferiscono all’ultimo anno disponibile per ciascun Paese. Per esempio, i dati del Portogallo risalgono al 2020 e quelli della Germania al 2017.

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