Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

Maestri all’opera: un nuovo libro unisce l’alta moda di Azzedine Alaïa e Christian Dior

Veduta della mostra «Azzedine Alaïa e Christian Dior: due maestri dell’alta moda»
Veduta della mostra "Azzedine Alaïa e Christian Dior: due maestri dell'alta moda" Diritti d'autore  © Stéphane AÏT OUARAB/Courtesy of Fondation Azzedine Alaia
Diritti d'autore © Stéphane AÏT OUARAB/Courtesy of Fondation Azzedine Alaia
Di Tokunbo Salako
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
Condividi Commenti
Condividi Close Button

Un nuovo libro e una mostra a Parigi ripercorrono il legame tra Azzedine Alaïa e Christian Dior, maestri dell’haute couture che hanno rivoluzionato la moda femminile, spiega Carla Sozzani, cofondatrice della Fondation Azzedine Alaïa.

Come si fa a creare una mostra e un libro sul rapporto tra due couturier che non si sono mai incontrati nella vita reale? È la domanda che ho rivolto a Carla Sozzani, cofondatrice della Fondation Azzedine Alaïa.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Ha conosciuto il couturier tunisino negli anni Ottanta, quando lavorava come redattrice di moda e di libri, e tra i due è nata un'amicizia profonda. Sozzani ebbe un ruolo cruciale nel promuovere le sue creazioni e il loro legame si è consolidato grazie a un amore condiviso per la moda e l’arte.

Dopo aver ripercorso la loro storia, risulta facile capire come e perché sia nata la mostra. Sia l’esposizione sia il volume intitolati _Azzedine Alaïa and Christian Dior, Two Masters of Haute Couture,_mirano a instaurare un dialogo tra i due artisti, separati da decenni.

Carla Sozzani e Azzedine Alaïa
Carla Sozzani e Azzedine Alaïa Courtesy of Paolo Roversi

«Azzedine aiutava i couturier, i piccoli couturier di Tunisi, e sognava di andare a Parigi», ha raccontato Sozzani. «Una cliente conosceva la maison Christian Dior e gli trovò un tirocinio da Dior.»

Passare direttamente da Tunisi all’Avenue Montaigne negli anni Cinquanta è stato inevitabilmente uno choc culturale enorme. Ma Alaïa non si è lasciato intimidire dall’esperienza. «Rimase talmente colpito dall’atelier e da tutta l’atmosfera che decise che sarebbe diventato lui stesso un couturier e non un designer», ha aggiunto Sozzani. «Per tutta la vita Azzedine ha detto: non sono un designer, sono un couturier. Per lui questo era il traguardo più grande.»

Divisi dai decenni, uniti dallo stile

È evidente che la mano del maestro ha lasciato un segno indelebile sull’allievo. Entrambi hanno rivoluzionato le regole nella creazione delle collezioni e nel loro approccio alla moda femminile.

Nel 1947 il New Look di Dior segnò una svolta epocale nella moda del dopoguerra, proponendo una silhouette più femminile, lussuosa e a clessidra.

Un po’ più di trent’anni dopo, anche Alaïa a sua volta scrisse la propria pagina nei libri di storia, racconta Sozzani.

«Azzedine lo fece in modo molto deciso, soprattutto negli anni Ottanta, dando una nuova forma al corpo umano, creando abiti che ne sottolineavano le linee ma restavano comodi», ha aggiunto Sozzani. «La vita sociale era cambiata e anche il modo in cui vivevano le donne. Negli anni Ottanta le donne lavoravano, e proprio allora Azzedine è diventato famoso.»

Scene dalla mostra Azzedine Alaïa and Christian Dior - Two Masters of Haute Couture
Scene dalla mostra Azzedine Alaïa and Christian Dior - Two Masters of Haute Couture © Stéphane AÏT OUARAB/Courtesy of Fondation Azzedine Alaïa
Da sinistra: Dior's Boutique, ca 1957, abito da cocktail in seta rossa e Haute Couture di Alaïa, 1958 - Abito da pomeriggio formale
Da sinistra: Dior's Boutique, ca 1957, abito da cocktail in seta rossa e Haute Couture di Alaïa, 1958 - Abito da pomeriggio formale Courtesy of Damiani Books

«Per lui l’obiettivo principale era rendere le donne belle, femminili e forti, ma il comfort è sempre stato un aspetto fondamentale», ha detto Sozzani.

«C’è qualcosa di molto poetico in quegli abiti l’uno accanto all’altro, anche se sono diversi, nei colori, nei pizzi, nelle pieghe. Si parlano fra loro. Credo che ti portino in una dimensione in cui sogni di essere lì: gli abiti quasi stanno in piedi da soli e ti parlano in modo misterioso.»

Giudicate questo libro dalla copertina: Azzedine Alaïa and Christian Dior, Two Masters of Haute Couture
Giudicate questo libro dalla copertina: Azzedine Alaïa and Christian Dior, Two Masters of Haute Couture Courtesy of Damiani Books

Azzedine Alaïa and Christian Dior, Two Masters of Haute Couture (fonte in inglese) è già uscito per i tipi di Damiani Books.

La mostra alla Fondation Azzedine Alaïa a Parigi è aperta fino al 21 giugno 2026.

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti

Notizie correlate

Meryl Streep: "La moda esisterebbe senza le persone gay?"

Mostra celebra la vita di Elisabetta II attraverso la moda

Crisi della moda Made in Italy: gli esperti chiedono sostenibilità e filiere trasparenti