Vera leggenda del jazz, Sonny Rollins ha inciso capolavori come “Saxophone Colossus” e “The Bridge”. Nel 2010 Barack Obama, consegnandogli la National Medal of Arts, disse che Rollins lo aveva ispirato “a correre rischi che altrimenti non avrei corso”.
L'influente jazzista statunitense Sonny Rollins, noto come il "Saxophone Colossus", è morto all'età di 95 anni.
Il sassofonista tenore si è spento lunedì pomeriggio nella sua casa di Woodstock, nello Stato di New York, secondo quanto riferito in un comunicato dalla sua addetta stampa Terri Hinte, che lo ha definito "una delle figure più celebrate e influenti della musica americana del XX secolo e oltre".
Non è stata resa nota la causa della morte, ma negli ultimi anni il saxofonista soffriva di fibrosi polmonare e di altri problemi respiratori. Si era ritirato dalle tournée nel 2012.
L'annuncio della morte è stato accompagnato da una sua dichiarazione del 2009: "Credo che quando la persona creativa finisce, continui nella prossima esistenza. Sono una persona convinta che questa vita non sia tutto. Una persona spirituale non la pensa così".
Nato Theodore Walter Rollins ad Harlem il 7 settembre 1930, era tra le ultime star sopravvissute dell'era bebop ed era celebrato per le sue improvvisazioni al sax e per il suo spirito di sperimentazione.
Nel corso di sei decenni di carriera ha lavorato con giganti del jazz come Miles Davis, Dizzy Gillespie, Charlie Parker, John Coltrane, Thelonious Monk e Art Blakey.
Come bandleader ha pubblicato oltre 60 album, tra cui quelli considerati i suoi lavori più celebri, "Saxophone Colossus" (1957) e "The Bridge" (1962). Altri dischi oggi considerati classici del jazz includono "Way Out West" (1957), "A Night at the Village Vanguard" (1958) e "Freedom Suite" (1958).
Nel 2017 "Saxophone Colossus" è stato inserito nel National Recording Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. L'istituzione lo ha definito "uno degli album che hanno segnato la carriera di Rollins", lodando "la potenza, la grazia e l'umorismo" dei suoi assoli.
Rollins amava definirsi "un cantiere aperto", spiegando di non essere uno di quegli artisti che si adagiano su un unico modo di suonare. Ha continuato a sperimentare con il suo suono, arrivando ad abbracciare influenze funk e R&B.
Scrisse la colonna sonora del film britannico del 1966 Alfie, con Michael Caine, e molti fan del rock lo conoscono per il suo contributo del 1981 all'album dei Rolling Stones "Tattoo You", in cui suona nella ballata "Waiting on a Friend".
L'album del 2001 "This is What I Do" gli valse un Grammy per il miglior album strumentale jazz. Vinse di nuovo nel 2006 per il miglior assolo jazz strumentale con "Why Was I Born?", un brano tratto dall'album "Without a Song: The 9/11 Concert", registrato dal vivo a Boston appena quattro giorni dopo gli attentati dell'11 settembre.
Rollins, che era stato evacuato dal suo appartamento a pochi isolati da Ground Zero, decise di non cancellare il concerto dopo che la moglie e manager, Lucille, gli chiese di esibirsi. Lei è morta nel 2004.
Nel corso della sua carriera Rollins ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui la National Medal of Arts nel 2010 e il Kennedy Center Honor nel 2011.
Consegnando la National Medal of Arts, Barack Obama disse che Rollins lo aveva ispirato "a correre rischi che altrimenti non avrei corso".
Rollins lascia il nipote Clifton Anderson e le nipoti Vallyn Anderson e Gabrielle DeGroat.
Riposa in pace, Sonny Rollins 1930 - 2026. Mancherai a molti.