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Art Paris 2026: linguaggio, memoria e riparazione al centro del Grand Palais

Penelope, dipinto, 2020
Penelope che dipinge, 2020 Diritti d'autore  Courtesy of Aurélia Jaubert and Galerie Pol Lemétais
Diritti d'autore Courtesy of Aurélia Jaubert and Galerie Pol Lemétais
Di Mohammad Shayan Ahmad
Pubblicato il
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Art Paris torna questo fine settimana al Grand Palais con 160 gallerie, nuove vetrine di design e sezioni curate dedicate a lingua, storia e riparazione.

Sotto la volta di vetro del Grand Palais, Art Paris torna questa settimana con la sua 28ª edizione, che riunisce oltre 160 gallerie provenienti da più di 20 Paesi in una fiera di quattro giorni che intreccia arte contemporanea, design e dibattito critico.

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In programma dal 9 al 12 aprile, l'edizione 2026 ruota attorno a due temi centrali nel mondo dell'arte: il linguaggio e la riparazione.

Quest'anno circa il 40% degli espositori è internazionale, con un buon equilibrio tra gallerie già presenti in passato e nuove partecipazioni.

Al centro di questa edizione ci sono due percorsi curatoriali all'interno della fiera. 'Babel: Art and Language in France', a cura di Loïc Le Gall, esplora il modo in cui gli artisti lavorano con il linguaggio come materiale e come significato.

Patte white, 2021
Patte white, 2021 Courtesy of Nú Barreto and Galerie Nathalie Obadia

Alcune opere si concentrano sulla forma fisica delle lettere, altre sulla traduzione, sull'ambiguità e sul movimento delle parole tra sistemi e culture.

La mostra presenta l'arte come un modo per mettere alla prova il nostro modo di leggere, interpretare e costruire la realtà.

Affiancata a questo percorso c'è 'Reparation', a cura di Alexia Fabre, che adotta un approccio più riflessivo. Il tema considera la riparazione non solo come restauro, ma come processo legato alla memoria, alla perdita e alla continuità.

Le opere di questa sezione intrecciano storie personali e collettive, toccando i temi della cura, della resilienza e del lungo lavoro di ricostruzione.

Non si tratta tanto di aggiustare il passato, quanto di come gli artisti lo portano avanti.

L'insieme della fiera è piuttosto ampio e comprende molti sottotemi diversi.

Il settore Promises, dedicato alle gallerie più giovani, riunisce 27 espositori, molti dei quali presenti per la prima volta. È una delle aree più dinamiche della fiera, con una forte attenzione agli artisti emergenti e una significativa presenza femminile.

Partitions 6 à 8, 2025
Partitions 6 à 8, 2025 Courtesy of Sara Ouhaddou and Galerie Polaris

Si rafforza anche l'attenzione al design.

La French Design Art Edition torna dopo il debutto dello scorso anno, ampliandosi a 17 espositori che spaziano dagli studi ai progettisti di interni.

Il pubblico potrà scoprire una selezione di pezzi unici e serie limitate che sfumano il confine tra oggetto funzionale e opera da collezione.

Per i visitatori in cerca di percorsi più mirati, 24 mostre monografiche punteggiano l'intera fiera.

Questi allestimenti più raccolti permettono di approfondire il lavoro dei singoli artisti e offrono un contrappunto più intimo alla scala del percorso principale.

Paralleled Paths, 2024
Paralleled Paths, 2024 Sarfo Emmanuel Annor

È prevista anche una presentazione dedicata alla collezione di arte contemporanea della Città di Parigi, che mette in evidenza artisti provenienti dall'Africa, dai Caraibi e dal Sud America, con l'obiettivo di colmare le lacune di rappresentazione nelle collezioni pubbliche francesi.

Un percorso che si ricollega al tema della riparazione, riportando al centro della fiera le questioni della storia e della visibilità.

Durante l'evento saranno assegnati due importanti premi: il BNP Paribas Banque Privée Prize e l'Her Art Prize, dedicato alle artiste donne e accompagnato da un riconoscimento di 30.000 euro e da una promozione a livello internazionale.

Art Paris 2026 sarà aperta al pubblico dal 9 al 12 aprile al Grand Palais di Parigi.

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