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Ultimatum di Trump all'Iran: "Un'intera civiltà morirà stanotte", Papa Leone XIV: "Inaccettabile"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parla con i giornalisti durante l'Easter Egg Roll della Casa Bianca, 6 aprile 2026
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parla con i giornalisti durante l'Easter Egg Roll della Casa Bianca, 6 aprile 2026 Diritti d'autore  AP Photo
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Di Aleksandar Brezar & Gavin Blackburn
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il presidente Usa aveva già avvertito Teheran che se non avesse riaperto lo Stretto di Hormuz entro la sera di martedì, Washington avrebbe effettuato una "demolizione completa" delle infrastrutture critiche iraniane. Per Papa Leone XIV l'ultimatum e le minacce di Trump all'Iran sono inaccettabili

Le nuove minacce del presidente statunitense Donald Trump al popolo iraniano non sono accettabili. Così Papa Leone XIV ha condannato martedì le parole di Trump, ribadendo la richiesta di pace espressa nella domenica di Pasqua.

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"Oggi, come tutti sappiamo, c'è stata questa minaccia contro tutto il popolo dell'Iran. Questo veramente non è accettabile, qui ci sono questioni certamente di diritto internazionale ma molto di più. E' una questione morale per il bene del popolo intero. Vorrei invitare tutti a pensare nel cuore veramente di tanti innocenti, tanti bambini, tanti anziani, totalmente innocenti, che sarebbero anche loro vittime di questa escalation di una guerra che ha cominciato già dai giorni", ha dichiarato il pontefice da Castel Gandolfo chiedendo un ritorno al dialogo e ai negoziati.

Le minacce di Trump e l'ultimatum all'Iran: "Un intera civiltà morirà stanotte"

Martedì mattina Trump ha lanciato un nuovo ultimatum all'Iran, affermando che "un'intera civiltà morirà stanotte, per non essere mai più riportata indietro". "Non voglio che questo accada, ma probabilmente accadrà", ha detto il presidente statunitense in un post sulla sua piattaforma social Truth.

"Tuttavia, ora che abbiamo un completo e totale cambio di regime, dove prevalgono menti diverse, più intelligenti e meno radicalizzate, forse può accadere qualcosa di rivoluzionariamente meraviglioso, chi lo sa?", ha continuato Trump.

"Lo scopriremo stasera, uno dei momenti più importanti nella lunga e complessa storia del mondo", ha detto Trump, aggiungendo che "47 anni di estorsione, corruzione e morte, finalmente finiranno. Dio benedica il grande popolo iraniano", ha concluso.

Martedì Trump aveva minacciato di prendere di mira le infrastrutture iraniane se Teheran non avesse accettato un accordo per porre fine alla guerra, dicendo che stava "considerando di far saltare tutto in aria e di impadronirsi del petrolio".

Una risposta sembra essere parzialmente arrivata. Nel primo pomeriggio di martedì l'Iran ha chiuso tutti i canali di comunicazione diplomatici e indiretti con gli Stati Uniti, ha riferito il Tehran Times, salvo poi ammorbidire che gli scambi non sono del tutto chiusi.

L'annuncio arriva a poca distanza da nuovi raid Usa sull'isola iraniana di Kharg nel Golfo Persico.

Non si fermano gli attacchi Usa-Israele sull'Iran

Funzionari iraniani hanno affermato che almeno due ponti, un'infrastruttura ferroviaria e un'autostrada chiave sono stati colpiti e danneggiati martedì nell'ambito di un'ondata di attacchi aerei statunitensi e israeliani su obiettivi infrastrutturali.

Secondo i funzionari regionali citati dai media statali, sono stati colpiti un ponte vicino alla città santa di Qom e un altro che trasportava una linea ferroviaria nella città centrale di Kashan.

Due persone sono state uccise e tre sono rimaste ferite a Kashan, ha dichiarato l'alto funzionario della sicurezza regionale Akbar Salehi, secondo l'agenzia di stampa iraniana Irna. Il bilancio delle vittime non ha potuto essere verificato in modo indipendente.

Anche un'autostrada chiave nel nord dell'Iran, che collega la principale città settentrionale di Tabriz con Teheran via Zanjan, è stata chiusa dopo un colpo a circa 90 chilometri da Tabriz, ha dichiarato un funzionario all'Irna.

Un canale Telegram delle guardie rivoluzionarie iraniane (Irgc) ha affermato che l'attacco ha colpito un ponte di cavalcavia. Anche l'agenzia di stampa Mizan ha riferito di un attacco ai binari ferroviari a Karaj, fuori Teheran. Le immagini mostrano i soccorritori della Mezzaluna Rossa che trasportano un uomo ferito su una barella.

Tutti i treni da e per la seconda città iraniana, Mashhad, sono stati cancellati martedì in seguito all'avvertimento di Israele di non utilizzare le ferrovie.

Si è verificata un'interruzione di corrente in alcune parti delle città di Karaj e Fardis, fuori Teheran, dopo che le linee di trasmissione e una sottostazione elettrica sono state messe fuori uso dagli attacchi aerei.

Mentre dall'Iran giungevano notizie sui danni, l'esercito israeliano ha dichiarato di aver completato un'ampia ondata di attacchi contro "siti infrastrutturali", senza fornire ulteriori dettagli.

Decine di obiettivi colpiti a Kharg, Vance conferma

Media statunitense e iraniani hanno riferito che è stata nuovamente colpita l'isola di Kharg, centrale per le esportazioni di petrolio e l'economia del Paese. Gli Stati Uniti hanno preso di mira nelle ultime ore più di 50 obiettivi sull'isola, importante hub iraniano per l'esportazione del petrolio. Lo hanno scritto Associated Press, Wall Street Journal e New York Times citando fonti governative.

Dall'Ungheria, il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance ha poi rivendicato gli attacchi sull'isola nel corso di una conferenza stampa a Budapest: "Da quanto ho capito, dopo averne parlato con Pete Hegseth", il segretario alla Guerra, "e con il generale Dan Caine", il capo di Stato maggiore, "avevamo intenzione di colpire alcuni obiettivi militari sull'isola di Kharg. Credo che lo abbiamo fatto".

Obiettivi militari e non energetici, dunque, inoltre secondo il vicepresidente tale azione non rappresenterebbe "un cambio di strategia" rispetto all'ultimatum sul cessate il fuoco che scade tra poche ore.

L'isola di Kharg è relativamente piccola, circa otto chilometri di lunghezza e quattro-cinque chilometri di larghezza, ma ospita una vasta infrastruttura, tra cui serbatoi di stoccaggio, oleodotti e terminali di carico offshore.

I terminali dell'isola possono caricare circa 1,3-1,6 milioni di barili di greggio al giorno, grazie all'accesso in acque profonde che consente l'attracco di navi da carico molto grandi.

Risorse addizionali per questo articolo • AFP

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